Paesi visitati - Zambia

Perche’ In Zambia

001La Società Torno aveva vinto la gara di appalto internazionale per la costruzione di una strada in Zambia – Africa Australe - della lunghezza di 180 miglia. Mi fu chiesto se ero disponibile a recarmi in quel paese. Ne parlai con la mia famiglia a casa e, nonostante il dolore di vedere un figlio allontanarsi di parecchio, sapendo che il richiamo dell’Africa natale era forte, mi fu data la benedizione.
Lasciai indietro anche la comunità Baha’i italiana che era nella sua giovinezza, perché il richiamo dell’Africa, dove si trovavano le mie radici, era divenuto troppo forte.
Era il 1966. Inizia qui un primo periodo di otto anni in varie località dello Zambia, quello spettacolare Paese che era divenuto indipendente da pochi anni, per proseguire poi in molti altri Paesi del mondo.

Prima di partire ebbi l’onore di conoscere personalmente Giuseppe Torno, un imprenditore che si era fatto con le proprie mani e con coraggio, nel cui curriculum vi era la costruzione di grandi opere d’ingegneria in Italia ed all’estero, specialmente nel campo degli impianti idroelettrici.

Ricordo le sue raccomandazioni: Primo: Lavorare bene e secondo quanto previsto dai capitolati tecnici. Secondo: mantenere i programmi dei lavori concordati. Terzo: Rispettare le disposizioni della Direzione Lavori. Quarto: Rispettare il personale dell’impresa che è vitale nei lavori da eseguire. Quinto: Preoccuparsi dell’aspetto economico dei lavori dato che l’impresa deve guadagnare. Mi disse che se avessimo rispettato le prime quattro regole, la quinta sarebbe stata più facile da mantenere e migliore la predisposizione del cliente verso richieste economiche.

Io ero giovane e forse non mi resi conto di quanto mi stesse dicendo. Sarò sempre grato a Giuseppe Torno per avermi instillato quei principi e raccomandazioni che feci miei e che ho poi messo in pratica nei decenni successivi.

La Great East Road

Senza titolo

Ricordo il primo volo della mia vita con un aereo della B.O.A.C. L’aereo era un Super VC 10 della Vickers con 4 motori in coda. Il volo da Milano a Londra e poi Lusaka richiese ben 12 ore, con una sosta a Nairobi.

Volammo sopra il deserto del Sahara. Fu una impressione straordinaria. Una estensione di sabbia e rocce per migliaia di chilometri e pensare che migliaia di anni fa al suo posto vie erano foreste. Ora il Sahara sta avanzando di circa 10 km l’anno.

Quando atterrammo a Nairobi e scesi dall’aereo per la sosta, sentii l’odore tipico della terra d’Africa e vidi un gran numero di persone di colore: sensazioni che mi riportarono, nella mia mente, ai diciotto anni trascorsi nella terra d’Eritrea.

Arrivammo a Lusaka la mattina presto, assieme ad altri colleghi che si recavano in quel cantiere, fra cui il meccanico per impianti di frantumazione, certo Sig. Mastellotto.

Mi colpì la bellezza del clima. Eravamo su un altopiano a circa 1000 metri di altitudine, in piena savana. Lusaka era una bella cittadina di stile inglese, con belle strade asfaltate contornate dalle bellissime giacarande.

Negli anni trascorsi in Zambia ebbi l’opportunità di vistare tutto il Paese e le sue straordinarie bellezze, parchi nazionali, fauna di cui parlo in altro capitolo.

Qui conobbi anche colei che divenne poi mia moglie e con cui ho condiviso la vita insieme.

Ci portarono agli uffici della società Torno in Connaught Road, dove conobbi l’Ing. Giacomo Marcheselli che fu poi il mio maestro in quegli anni.

Potete trovare tutta la storia nella mia biografia e nel capitolo Paesi dove ho lavorato con i dettagli dei cantierei dove ho lavorato.

Una brevissima storia dello Zambia

I cacciatori che vivevano inZambia furono deposti o assorbiti dalle tribu nomadi oltre 2000 anni fa. Le ondate di africani di lingua bantu cominciarono nel 15° secolo e proseguirono con una maggiore intensita’ nei secoli 17° e 19° .Essi provenivano dalle tribu Luba e Lunda della attuale Repubblica Democratica del Congo e dall’Angola del Nord. Vi fu poi un immissione di Ngoni provenienti dal sud.

Ad eccezione di un breve periodo con i la presenza di portoghesi, l’area fu evitata dagli europei e solo nel 19° secolo cominciarono le penetrazioni di missionari ed esploratori di cui Livingstone fu il piu’ famoso. Egli scopri’ le straordinarie Cascate sul fiume Zambesi cui diede il nome di Vittoria nel 1855.

Divenne poi un protettorato britannico attraverso Cecil Rhodes che nel 1888 ottenne diritti di sfruttamento minerali dai capi tribu e costitui’ quella che prese il nome di Federazione della Rhodesia del Nord,del Sud e del Nyasaland.

Dal 1924 divenne un protettorato Britannico. Nel 62 inizio’ le pratiche per ottenere la sua indipendenza dall’Inghilterra che avvenne puntualmente il 24 Ottobre 1964.