Una vita dedicata al lavoro parte 4 capitolo 1

Varie fino al 2007

Vi sono vari temi che avevo tralasciato in questo racconto che vi ripropongo in questa quarta parte, sparsi negli anni.

Conobbi alcuni anni fa in Abruzzo Giuliano Di Menna, un carissimo architetto pieno di iniziative.
Storico del paesaggio e territorio, delle tradizioni popolari, della cultura e della cucina di questa splendida Regione. Tramite di lui ho conosciuto anche l’Arch. Gianfranco Conti, innamoratissimo della terra cruda. In effetti, noi non ci facciamo molto caso, ma in Italia vi sono milioni di persone che hanno vissuto o vivono nelle case realizzate con la terra cruda.
Oggi, molte di queste stanno andando a pezzi e/o vengono abbattute per far luogo a costruzioni di tipo moderno in cemento armato, in pietra, in mattoni pieni o mattoni forati.
Quando l’Italia era povera e a milioni emigravano dall’Italia per andare nel nuovo mondo per poter lavorare e sfamare le loro famiglie, molti dei nostri progenitori vivevano in campagna in case realizzate con la terra cruda rinforzate da ceppi o da paglia. Erano abitazioni molto modeste ma vivibili Oggi è nato un movimento di opinione di specialisti, che sta cercando di preservare una parte di questo patrimonio storico e di rilanciarne la realizzabilità. Uno dei centri di ricerca sulle case di terra cruda è stato messo in piedi dall’Architetto Conti e si trova a Casalincontrada, con un museo e biblioteca. É pure stata realizzata con la collaborazione del Comune una sede permanente per promuovere appunto la preservazione del patrimonio nazionale e la rinascita di queste tecnologie. Un plauso all’Architetto Conti ed al Comune di Casalincontrada per tale iniziativa. Vi rimando al sito delle Case di Terra ( http://www.casediterra.it ) così che possiate esplorare questo interessante campo. Io ho partecipato a numerosi convegni sulle case di terra trovandovi sempre della freschezza intellettuale di gente innamorata di questo tema anche se, non è un percorso facile dato che siamo oramai abituati ad abbattere di tutto per sostituirlo a volte con cose orribili. Certo non si può pensare di costruire un grattacielo con la terra cruda, ma abitazioni monopiano, in campagna che sono l’ideale per farci tornare un po' più vicini alla terra nella quale, prima o poi torneremo tutti.

 

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Cartolina del CED
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Una casa di terra del patrimonio storico


 

Sempre a Casalincontrada detta anche Casale, si trova la sede dell’Emporio che non è un magazzino, ma una moderna azienda che si interessa d’ informatica applicata a vari settori e che ha messo a disposizione della cittadinanza un moderno servizio di computer collegati con la rete.

Qui vi operano i miei carissimi amici Pierluigi Malandra Specialista Informatico, Nicola Marinelli di Nimage che si interessa di siti internet, Corrado Di Stasio, un tecnico informatico, Valeria D’Angelo contabile.
Conobbi Pierluigi molti anni fa durante un incontro delle Case di Terra. Scoprendo che si interessava d’informatica assieme a Nicola. Chiesi loro se erano interessati a collaborare con me per gestire il mio sistema di computer casalingo. Nacque così un bellissimo rapporto ed una amicizia che continuerà fino a che Dio vorrà tenermi in vita e anche dopo, per continuare a gestire i siti che abbiamo messo in piedi, siti web relazionati alla mia famiglia di origine e a temi culturali vari.
Sono loro riconoscente per l’amore con cui hanno lavorato, particolarmente per il confezionamento del sito di mio padre che più volte avrete incontrato in questo racconto http://www.augustorobiati.it

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Pierluigi
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Nicola
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Corrado
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Valeria

 

La zia Enrica, sorella maggiore di mio padre ha incrociato la mia vita parecchie volte cominciando da quando avevo cinque anni, quando andai in Italia per frequentare la prima elementare a Milano.
Il ricordo della zia è molto bello. Era un’insegnante che durante la guerra, si faceva in bicicletta da Milano a Sesto San Giovanni, tutti i giorni, spesso con la neve, per recarsi nella scuola dove insegnava e non è mai mancata una volta.

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Il 24 di gennaio 2006, questa amata sorella di Augusto Robiati è trapassata alla veneranda età di quasi 103 anni. Enrica ha lasciato le spoglie terrene per raggiungere spiritualmente i suoi famigliari.
É stata sepolta nel cimitero di Monza nello stesso viale della tomba di mio padre Augusto, di mia madre Alma e di mia sorella Anna Maria.
Al momento della sepoltura ha ricevuto la benedizione del cappellano del cimitero ed è stata anche letta una preghiera Baha'i.
Augusto Robiati le ha dedicato dei versi dal titolo:"Un Angelo - Natale 1993" (Trovasi nel libro "Ricordi, Immagini, Pensieri" (scaricabile dal sito: http://www.augustorobiati.it) perché era la sua sorella maggiore, la sua fatina e la sua guida scolastica.
Donna di grande intelligenza e forza morale: laureata in pedagogia ha dedicato la sua vita ai suoi genitori e alla scuola.

A tutto ciò fanno fede molti riconoscimenti ricevuti, tra cui quello pubblicato nel 1927dalla “Casa di Redenzione Sociale Niguarda”: "Nell'ora della ricostruzione morale della patria ha dato alla Casa di Redenzione Sociale per la rieducazione dei giovani ed adulti traviati il suo valido appoggio di mente e di cuore affinché migliaia di fratelli sperduti ritornassero in seno alla società quali cooperatori del bene comune".
Il 4 Giugno 2003 al compimento dei 100 anni il Sindaco di Milano Gabriele Albertini le ha conferito l'Ambrogino d'Oro. Enrica è stata un valido aiuto ad Augusto, leggendo e correggendo stilisticamente articoli e libri da lui scritti.
Aveva un grande rispetto per la Fede di Augusto e negli anni successivi al suo rientro dall' Africa lei ebbe l'opportunità di avere ospiti a casa sua il prof. Mario Fiorentini (che le ha regalato un suo quadro), il Prof. Alessandro Bausani grande orientalista e traduttore del Corano in Lingua Italiana pubblicato dalla Casa Editrice Sansoni e molti degli amici baha'i del Milanese.
Ha lavorato fino all'età di anni 80. Ha diretto scuole speciali per handicappati e si è prodigata per l'inserimento degli handicappati nelle scuole normali. La Provincia di Milano le ha affidato per molti anni la direzione di un Istituto per giovani traviati in Liguria e sensibile al problema della droga, ha accettato di collaborare economicamente alla stampa del libro "Alla ricerca del Nirvana" edito dalla Casa Editrice Baha'i, che a pagina 11 la ricorda.
Noi nipoti le siamo stati vicini fino al suo trapasso, le abbiamo trasmesso il nostro amore e lei ce lo ha restituito con una toccante lettera che ci ha lasciato.
"...Ed ora carissimi tutti, mi rivolgo a voi con l'animo pieno di nostalgia (non è il morir ma il perdervi che mi addolora tanto). Una cosa vi prego: andate d'accordo, evitate malintesi e contrasti, vogliatevi bene e aiutatevi in caso di bisogno; solo così renderete felice la mia vita eterna...
ringrazio il Signore per quanto mi ha dato con molta generosità e attendo serenamente la morte che mi accompagnerà in un mondo migliore: sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia ha dell'urna, io lascio una ricca eredità d'affetti quindi ho gioia anche dell'urna."


Quando vi ho parlato dei lavori a Ruacana, in Africa del Sud Ovest, oggi Namibia, ho raccontato dell’incidente che ho avuto in galleria con un palanchino in ferro che mi colpì in testa. Mi salvai solo perché avevo l’elmetto. Qui vi ripropongo la foto dell’elmetto dove si vede il punto in cui fu colpito dal palanchino. L’elmetto poi cadde e la parte finale del palanchino per la estrazione dei chiodi mi colpì la testa procurandomi 12 punti di sutura.
Grazie elmetto giallo.

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Quando andavo in Sicilia e facevo conferenze nelle scuole sulle mie esperienze di viaggiatore, conobbi Nunzio Pino un grande artista baha’i siciliano. Ha fatto dei notevoli lavori fra cui le immagini per un libro di Mario Luzi “La barca”.

La cosa che mi impressionò di più fu il progetto della costruzione a Gela della Porta della Pace indirizzata verso il medio oriente con i simboli di tutte le religioni, e ceramiche composte dai bambini sul tema della pace.
Vi ripropongo un po' di foto dell’opera. Per avere maggiori notizie di Nunzio Pino e su Enzo saletta andare al sito: http://www.artistibahaiditalia.itnei capitoli delle arti figurative e dell’arte dello scrivere.

 

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Divinità mediterranea

Una delle sue opere
d’arte

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La Porta della Pace
a Gela
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Piastrelle dei
bambini

 

Sempre in Sicilia conobbi Enzo Salsetta scrittore e poeta.

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Le sue opere sono molto profonde e non è facile penetrarle. É stato amico di Moravia ed ha tenuto conferenze e recitazioni in numerose parti d’Italia. Anch’egli, come membro della comunità baha’i siciliana porta il suo contributo intellettuale e spirituale ed un nuovo vento in quella bella terra di Sicilia, martoriata dalla malavita, ma ricca di personaggi ed artisti come lui.

 

 

Enzo Salsetta sulla copertina di un suo libro

 


 

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Stefano Dondi in parete mentre fa foto

Conobbi Stefano nel periodo in cui mi trovavo a Monza, in un incontro della comunità baha’i di Milano e dintorni. È un giovane molto solare e molto umile. Scoprii che era anche un fotografo professionista di moda sportiva ma anche di sport estremi con suo fratello gemello che era pure un arrampicatore e con il quale hanno coperto numerose pagine dei quotidiani sportivi con titoli come : “Due professionisti del rischio – I gemelli del brivido, tutto quanto fa pericolo.”
Ci siamo poi rivisti molte volte condividendo un po' delle storie della nostra vita.

Notizie su http://www.artistibahaiditalia.it


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Amabile, padre di Augusto Robiati aveva un fratello che si chiamava Giulio che era poeta, scrittore, pittore e scultore.
Durante una delle visite in Italia dall’Eritrea, mio papà e sua moglie incontrarono Giulio che rimase molto colpito dai lineamenti del volto di Alma.
Siccome stava iniziando ad eseguire un quadro che rappresentava Cristo staccato dalla croce con la Madonna che lo tiene nelle sue braccia, decise di usare Alma come su modella.
Qui a sinistra vi é la foto del quadro che dovrebbe trovarsi nella chiesa di S. Giovanni in Laterano a Roma perché come artista, Giulio Robiati, all’epoca lavorava anche per il Vaticano.

Conobbi qualche anno dei carissimi amici di Chieti e di Casalincontrada che poi misero insieme l’Emporio di cui parlo innanzi. Papà era trapassato da un anno e venne l’idea di mettere insieme un sito per celebrare la sua memoria e per mettere a disposizione dei lettori gratuitamente tutte le sue opere fra cui l’ultima fatica: “le grandi tappe dell’evoluzione del pensiero e dello spirito” di oltre 1000 pagine che richiese ad Augusto 10 anni di lavoro.


http://www.tahirih.itMio fratello ha lanciato un sito web sulle attività relative al EBBF European Baha’i Business Forum, che si interessa di etica nel business. Contiene anche le sue lezioni all’università di Bari di cui detiene la cattedra. Io mi interessai di far filmare le sue lezioni per essere inserite nel sito.
http://www.artistibahaiditalia.itAbbiamo anche pensato di inserire un contenitore d’arte che riguarda alcuni artisti non baha’i e materiale pubblicato da terzi quale l’articolo pubblicato dalla rivista specializzata Industria Italiana del Cemento sul tempio Baha’i a Nuova Delhi in India, con tutte le informazioni di come è nato il progetto e tutto il processo di progettazione e costruzione.Poi, dopo una serie di mie conferenze all’ordine degli ingegneri ed al politecnico di Milano, mi fu chiesto di lasciare tutto il materiale che di volta in volta esponevo e naturalmente anche altro, a disposizione degli studenti d’ingegneria. Così ho pensato di mettere insieme un sito che contiene questo materiale e siccome l’appetito viene mangiando ho pensato di estenderlo ad altri temi che hanno a che fare con la mia vita di viaggiatore. Siccome ha a che fare con il mondo intero che non ha un suo dominio, ho lanciato il sito in nel dominio europeo.

 

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Il Prof. Alessando Bausani durante una conferenza
tenuta all’Accademia Tiberina di Roma

 

Per avere un assaggio di chi lui fosse, potete andare nel sito di mio padre Augusto Robiati, nel capitolo I suoi amici dove troverete un po' d’informazioni dell’eminente accademico a cui mi risulta, è stata dedicata una strada dal Comune di Roma.


Gillo era il fratello di mia madre Alma, uno di una numerosa famiglia di cui oggi sopravvive solo lo zio Picchi. Gillo, assieme ai fratelli Ettore e Picchi dopo essere venuti a vivere in Eritrea con il resto della famiglia andarono e rimasero a Gibuti nella Somalia Francese per molti anni. Misero in piedi un officina meccanica. Lo Zio Gillo era un anima libera e non mise mai su famiglia. Lo ricordo quando veniva a trovarci ad Asmara e io lo ammiravo per tutti i racconti che ci faceva. Uno di questi era la ricerca e ritrovamento con contatore geiger di depositi di uranio in quella terra perduta d’Africa. Poi ci raccontava dell’affascinante la pesca d’alto mare. Una delle cose interessanti che mi raccontò fu quando andò a lavorare per diversi anni in Arabia Saudita presso la Società Americana Aramco a Dahran e siccome era un nuotatore formidabile, fu notato da qualche funzionario del governo e divenne l’istruttore di nuoto del figlio del Re dell’epoca.Mi raccontò anche che quando gli americani costruivano la ferrovia che portava a Riadh, le dune di sabbia che si spostavano in continuazione, coprivano la ferrovia e che per evitare questo, le superfici inclinate delle dune venivano cosparse di petrolio greggio che impedivano al vento di portare sabbia ma in effetti producevano una autodistruzione delle dune stesse come si vede dallo schema qui di seguito.Lo zio era un grande giocatore di Bridge e spesso passavamo domeniche intere a giocare a carte.

 

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Schema nel quale si vede come le dune si autodistruggono
con il vento del deserto

 

Gillo é poi rientrato In Italia e ci ha lasciato recentemente. Lo ricordo quando suonava al pianoforte.
Nella mia memoria rimarrà sempre come un grande esempio di umiltà. Non voleva mai far pesare la sua presenza anche nei momenti più difficili. È ora posto a giacere nel cimitero di Monte Olimpino vicino a Como.

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Lo zio Gillo con sua mamma e con Anna Maria durante uno dei tanti viaggi



Amore per le motociclette

Guardando le gare di moto con cui il nostro grande Valentino Rossi tiene alto il nome della scuola dei piloti italiani, dopo il grande Agostino, ho visto con grandissimo piacere come l’industria motociclistica Italiana sta riconquistando a colpi di vittorie suonanti il mercato motociclistico mondiale. L’Aprilia, la Ducati e ora anche la Gilera stanno sbancando i circuiti mondiali e in particolare quelli giapponesi davanti al pubblico di Honda, Suzuki, Yamaha, Kawasaki, e chi più ne ha più ne metta, che sicuramente si sta mordendo le labbra, viola di gelosia.
Tornato dall’Africa io avevo cominciato a guidare una Motoguzzi 125 e poi una Gilera Bicilindrica.
Ripartendo per l’estero lasciai questo hobby ma ne rimasi sempre appassionato.
Rivedere la Gilera tornare a vincere un mondiale della 250 addirittura davanti alle collaudatissimo Aprilia, mi ha aperto il cuore.
Immaginiamo cosa saremmo capaci di fare se, come i francesi ed i tedeschi, l’industria Italiana ricevesse un maggior appoggio delle Istituzioni di Governo.


Io, nel frattempo ho fatto molti altri viaggi di cui non ho parlato e ne farò altri. Seguono alcune note su paesi da me visitati e ne seguiranno altre i cui dettagli imbucherò in futuri aggiornamenti del sito.

Viaggio in Messico

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Planimetrie del Messico e della penisola dello Yucatan

 

Mi recai in Messico con mia moglie e figlia nel 1998.
Il Messico è un paese che mi ha sempre affascinato per la sua storia antica con i Maya ed Aztechi.
Ancora oggi, guardando la pubblicità sulla CNN, si vedono dei luoghi che fanno venire i brividi.

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Il nostro viaggio ha toccato la gigantesca capitale di Città del Messico con i suoi oltre 20 milioni di abitanti e poi la penisola dello Yucatan stupenda per le sue bellezze naturali, il mare, la foresta e i suoi reperti archeologici. Quanta cultura vi era da quelle parti! Attraversando i paesi e cittadine della penisola dello Yucatan mi ha colpito la grande dignità di quella gente. I luoghi tenuti puliti ed i loro abiti bianchi sempre lindi. Il mare poi trasparente come un cristallo faceva venir veramente voglia di andarvi a nuotare.La selva tropicale fa invidia a numerose altre foreste del mondo con una ricchezza naturale davvero unica.
Naturalmente, fece molta impressione scoprire immersi nella giungla, questi straordinari monumenti della storia precolombiana.
Abbiamo toccato le località di Cancun, Uxmal, Tulum, Akumal, Playa del Carmen, Koba, Aktun, Chichen Itza, merida e stupendi mari ad ovest ed a Nord.

Il Messico Confina a Nord con gli Stati Uniti, a sud con il Guatemala e con lo stato di Belise ex colonia inglese. Ha una superficie di circa 1,972,000 chilometri quadrati, e una lunghezza di confini di terra di 4538 chilometri e 9330 chilometri di costa. Il punto più alto raggiunge la quota di 5700 mt. Ha una popolazione di 111 milioni di abitanti subito dopo il Brasile con una distribuzione media di circa 43 abitanti per chilometro quadrato. La capitale é Citta del Messico con una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti. Èuno Stato Federale ed é indipendente dalla Spagna dal 16 Settembre 1810. È spesso sui telegiornali a causa delle emigrazioni verso gli Stati Uniti e la costruzione da parte di questi ultimi di un muro in cemento armato per cercare di fermarle e per la morte di molti poliziotti per la battaglia contro gli spacciatori di droga. Venne spesso alla ribalta anche per le vicende del Chapas con la rivolta della popolazione indigena contro il governo centrale. La popolazione é composta da 50 gruppi etnici.
La storia di questo paese può essere divisa in precolombiano, postcolombiano e moderna Le immigrazioni verso l’america Centrale risalgono a oltre 20,000 anni fa dall’Asia attraverso lo stretto di Bering. Si sono poi avvicendati vari popoli nel periodo che va dal 1500 a.C fino a circa 100 anni d.C. e ci fu quello degli Olmechi con un loro calendario, che us come scrittura i geroglifici. Per i successivi 350 anni vi fu la civiltà dei Teotihuacan con le grandi piramidi, con il Dio a forma di serpente piumato che prese il nome di Quetzalcotal. Poi vennero i Maya nelle foreste del sud che ebbero una raffinata civiltà, avendo sviluppato la matematica, pittura, architettura ed astronomia. Ad un certo punto sparirono, per ragioni sconosciute, ma riapparvero dopo qualche secolo nella penisola dello Yucatan. Alla fine del primo millennio vi furono i Tolteci, grandi guerrieri. Tra il 1000 e il 1500 d.C. nello Yucatan riappaiono i Maya dando vita a città come Chichen Itza, Uxmal e Tulum. Furono sterminati dagli Spagnoli. Dalla distruzione compiuta dai rigidi missionari si salvarono solo 3 libri di trecentomila. In parallelo, negli altopiani centrali si sviluppò la civiltà Azteca. Erano guerrieri e lentamente conquistarono tutte le aree per essere poi a loro volta distrutti dagli spagnoli. In effetti fu lo spagnolo Hernan Cortez che nel 1521 incendiò e rase al suolo la città di Tenochtitlan che era divenuta la capitale dell’impero Azteco.
La colonia che prese il nome di Nuova Spagna si estese fino a Panama ma ebbe un continuo declino economico con malattie e sovralavoro che decimò le popolazioni indio, fino a quando nel 1821 il Generale creolo Augustin De Iturbike, a capo dei rivoluzionari messicani catturò Città del Messico ruppe tutti i legami con i regnanti spagnoli. La città fu poi occupata dagli Stati Uniti nel 1847 e dalla Francia nel 1862 quando Massimilano Arciduca d’Austria fu nominato da Napoleone III Imperatore del Messico. Vi furono intensi combattimenti fra il 1910 e 1915 durante gli anni della Rivoluzione Messicana di cui si ricordano i famosi Zapata e Pancho Villa, che si concluse con l’inizio di un periodo di grandi cambiamenti sociali che condussero alla creazione della Costituzione Messicana nel 1917. Gli ultimi 60 anni hanno coinciso con lo sviluppo industriale che però, come ovunque, portò alla formazione di gruppi di potere, di benestanti e una grande massa si poveri che migliorò poi con le riforme agricole e rurali. Alla fine degli anni 90 fu creato il NAFTA North American Free Trade Agreement che fu l’inizio di un nuovo periodo di prosperità, aiutato anche dallo sviluppo di risorse petrolifere nel Golfo del Messico.
Vi rimando ai numerosi siti internet per avere maggiori ragguagli sulla sua storia.

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La meravigliosa costa, spiagge di Cancun e monumenti Maya
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Carrellata di immagini delle rovine Maya 
Vi rimando al capitolo paesi visitati per ulteriori immagini

 

All’interno della penisola alloggiammo in alberghi dove si poteva andare a nuotare in anfiteatri rocciosi naturali con una acqua cristallina, mentre sulla costa a nord abbiamo potuto assaggiare delle zuppe di pesce indimenticabili. Sempre vicino al mare del nord abbiamo potuto visitare in barca una laguna straordinaria circondata da mangrovie e a sud abbiamo potuto vedere i meravigliosi delfini che scorazzano in quelle acque ancora incontaminate dalla presenza umana.

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Delfini, baie incontaminate, acque cristalline, foreste con storici reperti archeologici

 

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L’arrivo degli spagnoli, la schiavizzazione e conversione forzata degli indios
Immagini dal Museo Precolombiano di San Jose in Costa Rica

 

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La mia prima associazione con il Venezuela viene da flash geografici di quella gigantesca baia che è il lago di Maracaibo e la distesa infinita di tralicci in acciaio che rappresentano altrettanti pozzi petroliferi, oltre ai giganteschi e lunghissimi ponti.
Un’altra associazione viene da un amico elettricista, Sig Triches che lavorava in Zambia negli stessi cantieri dove lavoravo io.
Un giorno mi disse che sarebbe partito, non per andare in ferie, ma bensì per andare in Venezuela. Ma dove era questo Venezuela che attraeva questo mio amico? Scoprii che questo paese era divenuto una meta molto ghiotta di molti italiani che erano vi erano andati come emigrati in cerca di un lavoro che poi misero in piedi attività commerciali ed industriali.

Anni dopo, al mio paesino conobbi una di queste famiglie che erano rientrate e che avevano aperto attività imprenditoriali in Italia, la famiglia Saraullo con le bellissime figlie Cristina e Annalisa.

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Un'altra associazione con il Venezuela venne quando un collega che aveva lavorato con me molti anni fa, l’Ing. Rocco Nenna e sua moglie Daniela erano andati a lavorare con l’Impresa Astaldi di Roma e si erano trasferiti in Venezuela dove Rocco divenne responsabile di tutta l’area con i lavori di questo paese e anche del Sud e Centro America. In Questi paesi stavano realizzando dei giganteschi lavori ferroviari, autostrade, dighe e molto altro. Un’altra cosa ancora porta la mia mente a Caracas. Negli anni 80 due imprese italiane, la Codelfa e la Cogefar vinsero l’appalto per la costruzione del metrò di questa città. Fu realizzato un tronco con alcune stazioni. Solo oggi è cominciata la costruzione di un altro lotto. Mi ricordo un episodio del lavoro che mi raccontavano colleghi che avevano transitato in quel progetto, il fatto che quando la fresa che era stata utilizzata per lo scavo della galleria spingeva, vi era la tendenza dei conci prefabbricati usati per il rivestimento a fessurarsi. Ciò richiese un grosso lavoro di analisi ed una modifica dell’armatura dei conci in grado di prendere le spinte della fresa. L’ing. Paolo Cassano che se ben ricordo lavorava su questo progetto vive ancora oggi a Caracas.

Ancora, questo paese emerse prepotentemente quando andò al potere prima Betancourt che fu l’artefice della nazionalizzazione dell’industria petrolifera e recentemente di Chavez che ha dato al paese un impronta anticapitalista.

Diversi eventi hanno portato alla ribalta il Venezuela. Il primo è stato l’attacco da parte di truppe speciali Colombiane in Equador dove vi era un campo della Farc, il tristemente famoso gruppo guerrigliero Colombiano che da decenni continua a sequestrare ostaggi di cui è nota la recente storia della liberazione della Betancourt. In quell’attacco fu ucciso il numero due della Farc. Questo causò un enorme problema diplomatico fa Colombia, Equador e Venezuela, quando, Chavez ordinò la mobilitazione di alcuni battaglioni inviati al confine con la Colombia.
Il secondo, quando un aereo della compagnia venezuelana Transaven, un aeroplano Ceco Tet 410 che trasportava otto turisti italiani, precipitò cento chilometri dopo essere decollato dall’arcipelago di Los Roques. L’aereo apparentemente non fu mai trovato.
Il terzo deriva dalle spese militari del Venezuela con l’acquisto dalla Russia di numerosi armamenti fra cui sommergibili, caccia bombardieri e missili. Questo sta provocando una corsa agli armamenti con il Brasile che ha firmato un grosso accordo con la Francia per l’acquisto di sommergibili ed altri armamenti di nuova tecnologia.
Nei cantieri Venezuelani dell’Astaldi si può contare molto personale italiano di ottimo livello ma mi ha colpito sapere che l’Ing. Marco Moggioli operava come direttore per la costruzione di uno dei lotti ferroviari. Io conosco bene il padre Manlio Moggioli che fu colui che mi tirò fuori da una galleria in costruzione nell’Africa del Sud Ovest quando un palanchino mi colpì alla testa ferendomi gravemente.

 

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Egli fu poi trasferito in Costa Rica dove era in corso la costruzione della diga del Pirris per potersi fare un’esperienza in questo tipo di progetto.
Il cuore però non ha resistito al richiamo dell’amore e così decise di unirsi in matrimonio, la cui partecipazione mi ha portato in questi lidi.

 

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Il primo impatto arrivando in Venezuela venne dal titolo: “Repubblica Bolivariana del Venezuela”. Parleremo estensivamente della storia di questo paese nell’apposito capitolo per capire quale effetto ha avuto il paese dall’azione di Simon Bolivar, questo fondatore di nazioni. Vi parlerò anche delle bellezze geografiche di questo paese.

 

 

 

Caracas

Si atterra in una pista ricavata dal mare con sulla destra una catena montagnosa. La capitale Caracas con i suoi nove milioni di abitanti, quasi il terzo di tutto il Venezuela si trova in una conca e le sue propaggini salgono arrampicandosi sulle creste delle montagne che la contornano.

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Il centro storico, con i suoi imponenti edifici e superstrade mette anche in rilievo le zone povere (qui le favelas le chiamano Barrios) con una gran numero di persone abbiette ed un grande canale a cielo aperto che raccoglie le fogne della città, non è un grande spettacolo da vedere considerando la disponibilitá di capitali raccolti dalla vendita del petrolio. Andrebbe intubato e il contenuto portato ad impianti specifici di trattamento.

Il traffico nelle ore di punta è allucinante ed è comprensibile, dal momento che per fare un pieno vi vogliono da uno a due dollari. La valuta è il Bolivar. Ce ne vogliono 2000 per un dollaro USA - posto fuori legge - se acquistati in banca e circa 5000 se acquistati sul mercato nero che è assai fiorente.
Come dicevo innanzi, come in tutto il mondo esiste qui una classe borghese benestante e tanti poveri.

Immagine45 C’è una terribile malavita con continui omicidi e non si può uscire di notte senza rischiare la pelle. Una coppia di stranieri che ho conosciuto mi ha raccontato che il taxi che li portava dall’aeroporto si è fermato in una stazione di servizio dove sono saliti due malviventi che sotto la minaccia della pistola li hanno completamente ripuliti. Li hanno anche tenuti ben tre ore scaricando completamente le loro carte di credito.
Ha fatto bene Marco a mandare a prendermi dal taxi dell’Albergo Tamanaco. Qui ho trovato Lui, la sua famiglia venuta appositamente dalle Marche per il suo matrimonio.

Girando in macchina ho potuto vedere la città, la parte bella e quella brutta, quella ricca e quella povera, ho potuto fare delle belle foto della città di notte dal belvedere, ho potuto visitare il bellissimo giardino botanico di cui vi parlo in altro capitolo, ho potuto ascoltare i sermoni chilometrici del presidente Chavez in televisione e ho potuto poi anche andare a visitare l’arcipelago di Los Roques di cui vi parlo altrove. Per me, che vivo in un paesino di 3000 anime, stare in una città gigantesca come Caracas mi fa venire la nostalgia della mia quiete e dei miei amici.

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Andammo con i genitori di Marco a pranzare in un ristorante brasiliano dove servivano carni di tutti i tipi. I camerieri passavano e se vedevano un cilindro che si trova sul tavolo con il verde rivolto verso l’alto tagliavano una fetta di carne e la servivano ma se invece il cilindro verso l’alto era rosso, proseguivano per altri tavoli.
Così, non ti rendi conto di quanto si sta mangiando fino alla totale saturazione.

L’albergo Tamanaco, dove alloggiavamo nell’area di Mercedes, era di ottima qualità con tutti i confort che si possono trovare.
Caracas ha un clima straordinario, ne troppo caldo o freddo, si sta proprio bene. Gli unici drammi sono l’aria inquinata dalla massa di macchine in circolazione, il canale a cielo aperto dove corre parte dello scarico delle fogne della città e le favelas.


 

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Los Roques è un arcipelago di isole del Venezuela situato nel Mar Dei Caraibi a circa 120 chilometri a Nord di Caracas. Per la sua bellezza e importanza ecologica è stato dichiarato Parco Nazionale. Si può raggiungere con dei piccoli aerei che atterrano su una cortissima pista o con delle barche abbastanza grandi. L’unica isola abitata è quella di Gran Roques dove abitano circa mille abitanti con dei piccoli alloggi chiamati “Posade”. L’acqua viene ricavata da un desalinizzatore e l’energia elettrica prodotta da una stazione con generatori diesel.

 

I colori del mare che vanno dal turchese al blu scuro, l’acqua trasparente e cristallina, la sabbia bianca, i fondali ricchi di pesce, lo spettacolo dei Pelicani che si tuffano in continuazione a mo di freccia per nutrirsi, il sole sferzante che ti cuoce, i tramonti incredibili, il riso dei bambini che si tuffano dai moli, l’andirivieni dei motoscafi che ti portano sulle isole, la musica ritmica tipica di questo paese, le gustosissime, prelibate e saporite cene a base di un saporitissimo pesce ed il sorriso di Angelo, della sua famiglia e del suo personale, quello gentile di Mimmo, la bellezza dell’artistica “Posada Acuarela” non possono che lasciarti un bellissimo ricordo.

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Angelo e Mimmo La Posada Acuarela

 

La Repubblica Bolivariana del Venezuela é certamente un paese da visitare con le sue bellezze, con le sue ande, con le sue spiagge, con i suoi fiumi fra cui il gigantesco Orinoco, con la sua foresta amazzonica, i suoi indios, le sue nevi, la sua fauna e la sua flora.

Vi lascio ora alle foto ed agli altri racconti che troverete nel capitolo dei paesi che ho visitato per apprezzare quanto è stato detto qui sopra.

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Immagini della valuta Venezuelana – il Bolivar

 

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La cascata di Santo Angel, la piú alta del mondo con i suoi 1005 metri che si trova nell’area della Gran Sabana a Sud Est dell’altopiano della Guaiana, in una foto mandatami da Cristina Saraullo.


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Nicole ha compiuto i suoi studi universitari in due paesi, l’Inghilterra e la Francia. In Inghilterra per due anni presso la Middlesex University poi due anni in Francia in un’equivalente universitá a Marsiglia e per ultimo due stage di 6 mesi cadauno presso aziende nei due rispettivi paesi. Si è laureata bene, in Business Studies, con un ottima conoscenza di tre lingue; Inglese, Francese, Italiano.
Ha poi ricevuto un BA (Hons) European Management – Majored in Marketing 2.1 e Diploma de CESEM.

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Qualche anno dopo Nicole si è unita in matrimonio con Martin, un bravissimo ragazzo. La cerimonia si è tenuta in un bellissimo castello con tutti i loro amici di studi e di lavoro attorniata dai suoi parenti più stretti venuti da tutta l’europa.


Poco prima del trapasso di mio padre Augusto, io e mio fratello, gli promettemmo che in Sicilia ci saremmo andati noi due, per continuare idealmente quello che egli stava facendo da 27 anni.
Visitare gli amici siciliani per dare il suo contributo di viaggiatore e scrittore ai giovani di quella terra andando nelle scuole, nelle universitá, presso le radio e televisioni a parlare della sua personale esperienza di uomo, di viaggiatore, di scrittore, di padre di famiglia.
Lui era innamoratissimo della Sicilia, dei suoi abitanti e dei suoi amici Baha’i che ancora oggi lo ricordano con tanto affetto. Stava via diversi mesi, con un impegno gravoso, ma quando ritornava al nord era carico come una batteria. La Sicilia lo ricaricava in maniera incredibile.

Io e mio fratello ci siamo alternati ed io sono stato in Sicilia per diversi anni. Vi passavo circa un mese visitando numerose cittá dove gli amici mi avevano organizzato conferenze, fire sides, incontri alle radio ed alle televisioni, incontri con i giovani di tutte le eta’ nelle scuole ed universitá Mi viene difficile raccontare in dettaglio di tutti i luoghi dove sono stato, ma lentamente l’innamoramento della Sicilia, delle sue genti e degli amici Baha’i si è trasferito dal sangue di mio padre al mio.
Sono stato a Catania, parlando numerose volte in alcune scuole della cittá con migliaia di studenti, particolarmente nei quartieri difficili. Feci anche degli incontri con gli insegnanti, parlai al Centro baha’i di Catania ed a casa dei miei amici che invitavano i loro amici e conoscenti. Feci una conferenza nella facoltá di architettura di Palermo presentando un power point sui drammi vissuti dall’umanitá e dal mondo negli ultimi 120 anni con i due processi di disintegrazione e d’integrazione. Sono stato a Messina, Siracus e nelle Isole Lipari dove ho potuto parlare a tutti gli studenti dell’Isola, oltre 700, riuniti nella palestra della cittá, utilizzando audiovisivi.

A Trapani ho potuto fare diverse presentazioni in alcuni circoli Mi fecero un intervista televisiva trasmessa poi nei telegiornali del mezzogiorno e della sera. Per vostra curiositá ve la ripropongo con questo link; basta cliccare su intervista televisiva marcata in rosso. A Trapani ho conosciuto la bellissima famiglia di Angelo Guarnotta, che mi ha ospitato per diversi giorni, una famiglia veramente modello dove vengono ancora rispettati i ruoli e dove regna una grandissima armonia.
Ricordo con grande affetto la mamma di Angelo che ora è trapassata e sicuramente la sua anima si è incontratra nelle praterie celesti con quella di mia madre Alma.

Una volta, a Gela ho fatto da presentatore di una serata del gruppo di giovani e giovanissimi Baha’i “One Family” che organizzano presentazioni teatrali dinamiche all’aperto, nelle palestre, nelle scuole ecc. con musiche e balli su temi contemporanei; droga, violenza, la donna, il razzismo ecc. stimolando l’attenzione del pubblico numeroso. Hanno un sito web molto bello dove vengono presentate le loro attivitá.

Che dire poi dei bellissimi incontri ad Aci Reale, Aci castello e negli altri vari Aci e la presenza del Dott. Uccio Severino, grande amico di mio padre Augusto. Anche le bellissime giornate passate con la famiglia Mangano e con Andrea mi sono rimaste molto impresse nella mente e nel cuore.

Sono stati viaggi molto belli, esperienze toccanti e vi ritornerò appena rientrerò in Italia. Ho fatto delle bellissime amicizie che difficilmente potrò scordare. Naturalmente dovrei anche raccontare delle belle della sicilia e dei suoi reperti archeologici e delle sue spiaggie come quella diSan Vito Lo Capo, lo faró sicuramente in un aggiornamento futuro del sito.

La comunitá baha’i della Sicilia è vibrante, virtuosa con numerosissimi splendidi giovani, ragazzi e ragazze che si danno da fare intensamente per portare alle genti di sicilia un nuovo vento, una nuova strada, specialmente nel tessuto di molte periferie delle cittá che sono assai degradate. Un nuovo vento di speranza.

A Gela, un carissimo amico, un artista, Nunzio Pino ha progettato e costruito quel bellissimo monumento, con la collaborazione dei bambini delle scuole, diretto verso la Terra Santa, la Porta della Pace di cui vi ho parlato innanzi.. Speriamo diventi una straordinaria realtá che possa cambiare i cuori degli uomini e dei bambini della Sicilia, una porta verso la spiritualita’, amore, amicizia, tolleranza...


Quando ero in Africa e precisamente in Zambia, come ho raccontato in altre parti di questa biografia, ebbi l’occasione di conoscere molti di quei bianchi che facevano i cacciatori e che poi misero insieme organizzazioni per accompagnare visitatori provenienti da tutto il mondo che volevano fare dei safari di caccia che a dire il vero erano molto molto costosi.

 

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Uno di questi cacciatori si chiamava Norman Carr. Ho potuto ritrovare due libri he egli scrisse alla fine degli anni sessanta. Uno, “The White Impala” prese lo spunto d un impala bianco che era poi una gazzella albina, e un altro “Return to the wild” racconta dei leoni che egli tirava su da piccoli leoncini abbandonati che egli trovava nella savana e che cresceva fino a liberarli, quando erano abbastanza adulti per poter cacciare da soli e sopravvivere nelle dure leggi della giungla.
I due leoni si chiamavano Big Boy e Litlle Boy. I due libri sono bellissimi e per me assunsero un grande significato avendo conosciuto personalmente Norman Carr che, oltre ad essere cacciatore bianco era un uomo di grande umanitá e molto innamorato della natura e della preservazione del Parco Nazionale del Luangwa di cui potete trovare molte immagini nel sito, nel capitolo dei paesi da me visitati.

Vi riporto qui di seguito le copertine dei due libri e delle dediche che Norman Carr mi fece. Io conobbi anche la sua famiglia che lo seguiva nelle sue avventure. Una volta era stato ferito da un Bufalo durante una battuta di caccia e zoppicava.

Dopo qualche anno decise di abbandonare la carriera di cacciatore dedicandosi ad organizzare safari fotografici. Io che facevo il cacciatore a mia volta, non professionale ma da amatore, rimasi molto colpito di questo e a mia volta abbandonai la caccia dedicandomi invece a fare attivitá e conferenze in difesa della natura e degli animali.
Nel Parco Nazionale del Luangwa negli anni 60 vi erano 100,000 elefanti ed ora ne sono rimastri credo poco pi ú di 5000. La stessa sorte hanno avuto gli elefanti del Parco Nazionale del Murchison dove nel 1966 esistevano 8000 elefanti e di cui nel 1980 ne erano rimasti 160.

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Le testimonianze piú forti e bestiali si trovano nel sottostante libro della famiglia Hamilton

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Immagini dal libro degli Hamilton

 

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Immagini dei due libri Norman Carr con le dediche

 

Io passavo molti fine settimana nel Parco Nazionale del Luangwa ed in molti altri parchi mentre lavoravo nei cantieri per la costruzione della Great East Road e della diga del Lunkuakwa.
Incontrare persone come Norman Carr estato molto gratificante in quanto ti facevano conoscere moltissime cose della vita della natura e degli animali che vivevano nel parco.
Ad esempio, ci raccontava di come addestrava i due leoni che poi lasci liberi. Qui c’è una bella foto di Norman Carr che attraversa il fiume con i due leoni.

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Ci raccontava che filmava i leoni stando nascosto sotto vento per non farsi riconoscere. Spesso ha rischiato di essere individuato e forse anche ucciso. Qui si vede una bella foto di lui con un leone che gli passa davanti in una area abbastanza densa di vegetazione.

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Ci diceva che i leoni si arrampicavano sulle piante con la sola forza degli artigli e questo ci affascinava. Qui di seguito vi sono un paio di foto tratte dal suo libro che appunto illustrano questa potenza del re della foresta.

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L’Africa è affascinante in tutti i sensi e queste esperienze di poter vivere con dei leoni che vengono addestrati per poi essere reimmessi in natura sono veramente straordinarie. L’associazione che porta il nome di Norman Carr esiste, fa ancora safari fotografici ed é apparentemente in buona salute.


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In Centro America, ho conosciuto un giovane Ingegnere che si é fatto le ossa in Africa. Egli ha seguito il padre da giovane, peregrinando nei cantieri di questo grande continente e si é innamorato di questa vita di costruttore, assai dura a dire il vero, ma che dá una formazione molto forte al carattere dei giovani che la intraprendono.

Federico, il padre di Mario Pieragostini, inizió a lavorare con l’Impresa di Costruzioni Astaldi in Francia nel campo edile.
Poi si spostó a lavorare con l’Impresa ASTALDI ESTERO in Guinea nel 1971 e successivamente in Angola con l’ASTALDI INTERNATIONAL per la costruzione del terminale oceanico di Soyo, nella costruzione dell’Aereoporto di Luanda e altri lavori. Fra l’82 ed il 90 é divenuto Direttore per l’Africa per l’Impresa di Costruzioni ASTALDI, mentre nel periodo fra il 96 e il 98 ha operatocome Direttore per l’Africa per la FEDERICI. É trapassato in Ciad, uno dei tanti paesi ove aveva lavorato. Era destino che il suo cuore cessasse di battere proprio in quel Continente che egli ha tanto amato e dove ha speso buona parte della sua vita.

Come ho detto, il figlio Mario, che era con la sua famiglia, in giro per quel Continente, fu spinto dal suo DNA ereditario a mantenere le tracce lavorative del padre e nel 90 andó a lavorare con l’Impresa ASTALDI in Ruanda dove era in corso la realizzazione di lavori stradali. Era responsabile per l’ufficio tecnico. Poi si spostó in Burundi come Direttore di Cantiere per la costruzione di un lotto della strada Rugombo - Cayanza. Nel 1992 fu trasferito in Centro America, a Tegucigalpa in Honduras dove é rimasto circa 3 anni, gestendo l’ufficio gare per tutto il Centro America. Si trasferí poi in El Salvador per la realizzazione di numerosi lavori di questo paese e successivamente assunse l’incarico di Capo Area per tutto il Centro America, in particolare El Salvador, Nicaragua, Honduras, Costa Rica.

Federico Pieragostini, suo figlio Mario e le Imprese con cui lavoravano hanno dato al Continente Nero, uscito da decenni di colonialismo, un contributo di rinascita per quanto piccolo e l’inizio di una nuova era.
Il loro duro lavoro ha anche messo in luce la bravura degli Italiani, nella realizzazione di grandi opere d’ingegneria quali strade, ponti, impianti idroelettrici, costruzione di ospedali ed altro ancora.

Potete cliccare su Astaldi per avere notizie piú precise della societá. Il link é con la versione inglese.Naturalmente potete visitare il sito web ufficiale dell’Azienda che, con Impregilo, é probabilmente la piú grande azienda Italiana nel campo delle grandi opere d’Ingegneria.


 

Ho passato un po' di tempo bazzicando questi paesi del Centro America Ho iniziato con il Costa Rica che mi interessava perché era mio desiderio andare a visitare le tribu dei Bri Bri e dei Guaymi nel sud del paese che si trovano rispettivamente nell’area del Talamanca sul lato dell’Atlantico e in un area al confine con il Massiccio Centrale di Panama sul lato.

 

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Bri Bri e Guaymi in Costa Rica

 

Vi sono comunitá Baha’i presenti in queste tribu, che sono riuscite a bilanciare il loro desiderio di mantenere le loro tradizioni ed allo stesso tempo poter divenire gente colta e preparata nei vari campi. Sono persone che hanno una conoscenza assai profonda delle piante medicinali e delle cure naturali. Mia nipote Noemi ha passato qualche mese nei villaggi Guaymi per insegnare ai bambini nelle scuole dei villaggi e questo le fa grande onore.

Nel capitolo dedicato ai paesi visitati ho inserito invece molte foto delle aree che ho visitato in Costa Rica.

Mi sono recato in anche Honduras per vacanza. È un paese stupendo. Sono in corso la costruzione di numerosi lavori stradali e lavori di urbanizzazione a Tela sulla costa Atlantica dove vi sono le BriBri Guaymi comunitá dei Garifuna. Un pezzetto di Africa trapiantato in Centro America. Ne parlo nel capitolo del sito il mondo visitato da Vittorio relativo all’Honduras.

Altro paese del Centro America che ho visitato é il Nicaragua. Sono arrivato fino a Chinandega sull’oceano Pacifico dove era in corso la costruzione di un ponte su una baia.
Erano in corso anche la costruzione di opere di captazione di acque inquinanti per evitare che finiscano dentro il lago di Managua inquinandolo. Un altro lavoro interessante è una bretella stradale in un altra area del paese. È interessante quando si viaggia vedere i numerosi vulcani che spuntano qua e lá.
Poi, vi é El Salvador, un paese molto piccolo dove nel periodo fra il 1978 e il 1992 vi fu una guerra civile che lasciò sul terreno 80,000 morti. Ora si è ripreso ed é in corso la realizzazione della diga del Chaparral, un impianto Idroelettrico chiavi in mano. Si trova a sud, al confine con l’Honduras.
Fa molto caldo ma la zona é molto piacevole. Il Rio Torola dove si trova il lavoro, é un bel fiume abbastanza pulito con pesci e rane.


Nei capitoli precedenti vi sono molti amici i cui nome sfuggivano alla mia mente e che sono lentamente riapparsi. Mi fa molto piacere inserirli ora:

Il carissimo Ing. Fulvio Barro dell’Impresa Astaldi comandato ad Iricav I che ho conosciuto quando operavo sull’alta velocitá Roma Napoli. Alla fine dei lavori dell’alta velocitá é stato poi spostato a fare il Direttore dei Lavori nel costruendo Impianto idroelettrico di Pont Ventoux. (vedere capitolo lavori fatti dai miei amici).

Sempre quando ero in Iricav I, conobbi e collaborammo per diversi anni con l’Ing. Focacci, con l’Ing. Bizzarro, con l’Ing. Carmona, con l’Ing. Venturini, e con l’Arch. Valzania.

A Ruacana in Africa del Sud Ovest operava il perito industriale Bertocchini che si interessava dell’aria compressa e che poi rividi in Astaldi molti anni dopo. Di lui mi è rimasta nella mente la storia dei cesti di rose che fece venire in aereo per le donne del cantiere in occasione della festa della donna. Era un Latin Lover.

In Nepal conobbi l’Ing. Favilli che operava nel settore tecnico, l’Ing. Puma che era responsabile dei servizi meccanici, Carnevale che era il capo Impianti, Celeste Manfroi che era Capo Imbocco gallerie - Gelingo Dinca Assistente capo nella costruenda centrale con 4 turbine da 48 mw. Ciaponi Giorgio, Capo Settore per la costruzione della stessa Centrale a Beltari dove scaricava l’acqua proveniente dalla diga del Kali Gandaki attraverso una galleria di 6 chilometri, l’Ing. Bonizzo che faceva da assistente a Gelindo Dinca, Fabio responsabile per l’Officina meccanica. Erano tutti molto molto bravi.

Un toccante ricordo é quello di Chiara Buonanno che conobbi quando lavoravo con l’Impresa Icla.
Era una carissima ragazza, laureata in Ingegneria che si sposó, scomparse prematuramente lasciando un figlio in tenerissima etá che fù cresciuto dai nonni.
Sempre quando ero in Icla ero divenuto amico di Claudio e di sua moglie Rosanna.

Del compianto capo officina e impianti dell'impresa Cogefar Del Bianco che conobbi a Song. Lou in Cameroun, ho un bellissimo ricordo per la sua capacitá e serietá.

Ricordo con affetto anche Antonio Citro conosciuto sempre in Cameroun che ho rivisto recentemente con molto piacere e he oggi ha un importante incarico in una grande Impresa di Costruzione Internazionale.
I colleghi Angelo Mancuso direttore tecnico, Catalano responsabile per la contabilità, e il Capo Cantiere Visco, sono stati miei compagni di viaggio per molti anni nei lavori in Irpinia. Con loro e le loro famiglie ho condiviso momenti di lavoro duro e difficile ma anche momenti belli durante i quali abbiamo svolto attivitá culturali nelle aree di loro residenza come ho raccontato precedentemente.

Sempre durante la costruzione dell’Alta velocitá Roma Napoli conobbi l’Ing. Elia nel cantiere di San Cesareo. Sono stati anni di ottima collaborazione e simpatia.

Fra i vari giovani Ingegneri che conobbi in Nepal vi é anche Ing. Meneghin – Assistente al Capo Settore Buzzi durante la costruzione dell’opera di regolazione del fiume a monte. Lo ricordo con affetto assieme alla sua famiglia.
Conobbi Attilio Fomasi durante la costruzione della 4a corsia Milano Bergamo. Tecnico molto capace, grande e infaticabile lavoratore. Viene dalla Rodio ed ha una gran preparazione nella realizzazione di opere specializzate, consolidamenti, inieizioni ecc.
L’assistente ai movimenti di terra Battistuzzi ha lavorato con me in numerosi progetti in Africa e America del Sud che assieme a Reato é uno dei migliori assistenti in questo campo e che lavorò con me in Nepal nella costruzione dell’Impianto Idroelettrico del Kali Kandaki.

L’Ing. Alberto Albertoni è stato uno dei migliori responsabili di ufficio tecnico che ho conosciuto.
A lui va il mio ringraziamento profondo per quello che è riuscito a fare riorganizzando il servizio nel cantiere del Kali Gandaki in Nepal. Senza il suo aiuto difficilmente avremmo potuto fare quello che abbiamo fatto.

Sole

Questo capitolo é ongoing e man mano che le finestre della mia memoria si aprono vedrò di fare degli aggiornamenti. Mi scuso di cuore con coloro che non ho menzionato ma evidente mente qualche cellula cerebrale non riesce a far uscir fuori tutti i nomi ed immagini anche perché, in alcuni casi, sono passati molti anni.

Per quanto riguarda gli amici e colleghi recenti ne parlerò estensivamene in futuro in un capitolo di aggiornamento del sito. Sono delle persone brave e dedicate che sono nel mio cuore e che assieme alle loro famiglie non dimenticherò mai.

Espressioni

Vorrei concludere questo capitolo con la speranza che le forze mi sorreggano ed io possa continuare a viaggiare in tutto il mondo per esplorare questo bellissimo pianeta con le sue diversità, visitare le comunità Baha’i di questi paesi e un giorno vedere questo mondo unito, dove ognuno sia libero di esprimere il proprio credo e la propria fede e i miei adorati confratelli di fede in Iran possano essere liberi di praticare la loro religione senza più minacce, soprusi e violenze, dove i loro diritti siano quelli di tutti gli altri, dove i loro luoghi sacri siano rispettati così come i loro cimiteri che ancora oggi vengono distrutti con i bulldozer.

Un mondo dove le donne non siano costrette a coprirsi per il capriccio di alcuni o per l’imposizione di altri, dove non siano trattate come oggetti da usare, ma che possano esprimere la loro bellezza interiore, un mondo dove la fame sia di altri tempi, dove non si vedano più in televisione corpicini di bambini ridotti a scheletri, dove intere comunità non vengano messe al bando solo perché di colore diverso o di fede diversa, un mondo dove le religioni possano convivere in armonia e in modo veramente ecumenico e non solo formale, dove nei rispettivi templi, chiese, moschee, sinagoghe, si possa andare a pregare e meditare come avviene nei templi baha’i senza essere considerati infedeli e respinti.

Un mondo dove gli estremi di ricchezza e di povertà siano aboliti e dove le risorse della terra vengano distribuite equamente fra tutti i popoli da un governo mondiale che li rappresenti tutti, un mondo la cui bellezza e natura siano preservate da un civiltà più rispettosa di questo oggetto della creazione, una scheggia di questa creazione con i suoi miliardi di universi, di galassie, di soli, di buchi neri, di nebulose, di pianeti, di asteroidi, di comete, di lune e probabilmente di esseri intelligenti.
Nell’immagine che ho inserito si vedono varie immagini dell’Universo scattate con il Telescopio Hubble della Nasa in orbita attorno alla terra.Trattasi di nebulose, galassie, stelle ed altro distanti da noi fino a migliaia di anni luce.

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Un mondo dove si possa circolare liberamente senza essere ammazzati da autobombe e kamikaze, un mondo dove non si uccide nel nome della religione, un mondo dove tutti possano dissetarsi con acqua pulita e dove le donne non debbano fare chilometri per tornare a casa con un secchio di acqua sporca.
Un mondo libero da droghe, nel quale non si vedano più giovani ridotti a larve umane, un mondo dove i crimini contro l’umanità siano solo un brutto ricordo del passato: la schiavitù, l’Armenia, l’Olocausto, il Ruanda, la Sierra Leone, il Darfour, un mondo che si dimentichi la parola guerra e le 181 guerre
combattute nel XIX secolo da tenere oramai solo come orrori da studiare nei libri di storia.

Un mondo dove i farmaci siano di tutti e siano accessibili alle popolazioni più povere, un mondo nel quale le malattie che stanno flagellando l’umanità possano essere rapidamente sconfitte con le risorse messe a disposizione della ricerca, usando i giganteschi patrimoni spesi per le armi e per le guerre.
Un mondo dove il razzismo diventi una parola del passato e dove tutte le razze ed etnie possano vivere nel rispetto reciproco accettandosi l’un l’altra con le loro diversità, diritti e doveri.

Un mondo libero da armi, carri armati, missili, cacciabombardieri, sostituiti invece da risorse che possano sfamare questa umanità in continua crescita, dove con i soldi di un solo bombardiere si può sfamare un’intera nazione.
Un mondo dove l’intelletto e la scienza, capaci di mandare su Marte un robot in grado di scoprire se vi è acqua o di fotografare da un satellite che orbita attorno alla terra una nebulosa distante 1000 anni luce, siano in armonia con i valori dello spirito, un mondo nel quale le sue genti sviluppino ed esprimano la propria spiritualità, un mondo dove la violenza venga sostituita da amore, tolleranza, rispetto e condivisione, un mondo dove la sopraffazione venga sostituita dalla giustizia, dove ciascuno possa fare le sue ricerche della verità liberamente ed abbracciare consapevolmente e liberamente quello che riterrà di aver trovato.
Un mondo dove l’educazione divenga un valore universale di tutti e non solo di pochi, dove le caste vengano sostituite dall’uguaglianza, dove vi sia una lingua universale parlata da tutti, oltre la propria, per rendere più semplici i contatti fra le genti del mondo, un mondo dove tutti i pregiudizi di colore, di razza, di fede, di lingua vengano eliminati e gli esseri umani possano vivere in pace ed armonia in questo bellissimo pianeta così come si vede dallo spazio con i suoi colori, i suoi mari, una sola terra per tutti.

Vorrei che la frase del video da me prodotto:


“Adorna il tuo capo con la corona della giustizia - in un mondo nel quale ciascuno possa considerarsi abitante di un unico pianeta.” che riflette l’epitaffio della Fede Baha’i “La terra non è che un solo paese e l’umanità i suoi cittadini”

diventi una realtà che spero poter vedere con i miei occhi.

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La nostra madre terra

 

Un abbraccio a tutti


Vittorio Robiati

L'avventura continua...