Una vita dedicata al lavoro parte 3 capitolo 6 - Il trapasso di mio padre Augusto

« Prec
Succ »

 

immagineUn anno prima di rientrare in Italia ricevetti da mia sorella Maria la dolorosa notizia che mio padre Augusto aveva un carcinoma al fegato, causato da una trasfusione di sangue infetta che gli trasmise il virus dell’epatite, a seguito di un intervento alla prostata. Subito la mia mente andò all’unità della nostra famiglia di sei persone che presto avrebbe perso il capostipite. Ci misi molto ad assorbire tale botta. Pochi mesi dopo rientrai per ferie.Papà era molto dimagrito, ma non aveva per nulla perso la sua verve. Era appena tornato da un viaggio in Sicilia dove era andato da solo a trovare i suoi amici Baha’i siciliani che egli amava moltissimo. Si era recato in Sicilia per qualche mese, ogni anno negli ultimi 27 anni. Cominciò ad aver difficoltà a camminare e si lamentava perché egli era un camminatore. Si faceva 20 chilometri al giorno, tutti i giorni, in qualsiasi condizione meterorologica.  

 

Prendemmo una sedia a rotelle e io, tutti i giorni, lo accompagnavo al parco dove con grande fatica riusciva a piccolissimi passi a farsi qualche centinaio di metri. Era felice. Colsi l’occasione per ripenderlo con la telecamera e fargli raccontare tante storie della sua vita. Sapeva benissimo dove stava andando ma non si lamentò più di tanto.

Immagine2

 

Con la mamma giocava a carte, a scala 40. Mangiava di tutto, anche se non metabolizzava. Io gli andavo ad acquistare quelle leccornie che più gli piacevano, paté di fegato d’oca, prosciutto di Parma, taleggio, gorgonzola, e godeva quei pochi momenti di vita che gli rimanevano con quelle leccornie. Pregava sempre, recitando a memoria delle bellissime preghiere Baha’i che gli davano una tremenda forza. Le sue energie si riducevano progressivamente, forzandolo a letto per molte ore al giorno, fino a quando non poté più alzarsi. Lo abbiamo accudito fino all’ultimo respiro, giorno e notte, io, Giuseppe, Maria Grazia, Anna Maria, sua moglie Alma ed, infine, la dolcissima Elena, un’infermiera professionista che avevamo preso perché non ce la facevamo più. Abbiamo cercato in tutte le maniere di dare a papà quell’amore che egli ci aveva sempre regalato da quando eravamo piccolini.

Immagine3
Con tutta la sua famiglia durante la ultima festa
di compleanno di sua moglie Alma

 

Immagine4
Con la sua famiglia in occasione della visita del 
Sig. Dunbar in transito da Israele

 

Lo vennero a trovare tutti i suoi nipoti ed amici, sin dalla Sicilia. La squadra di medici della terapia del dolore che lo ha seguito nell’ultima settimana è stata di una professionalità incredibile e di una rara dolcezza. Papà è trapassato nel suo letto, fra le mie braccia. La sua anima aveva spiccato il volo verso quelle praterie celesti in cui egli credeva fortemente, in quel mondo dello spirito che sempre emerge nei suoi libri, nelle sue poesie e nei suoi racconti. Qualche sera prima, tutta la sua famiglia si era riunita nella sua stanza, ai piedi del suo letto, dove abbiamo recitato preghiere, lette tavole, cantato quelle bellisime canzoni che lui ci insegnò in Eritrea durante i viaggi in macchina: “Vecchio scarpone”, “C’eran tre alpin”, ed altre. Dai suoi occhi traspariva una felicità incredibile. Le sue esequie furono tenute nella Cascina Santa Sofia, nel parco di Monza, che egli tanto amava, gentilmente concessaci dal Comune di Monza. Vi erano oltre 400 persone, provenienti da tutta Italia. Furono letti i telegrammi provenienti dalla “Casa Universale di Giustizia, l’Ente Supremo chedirige gli affari del Mondo baha’i”, dal Sindaco di Monza e migliaia furono i telegrammi ed e-mail che ci giunsero. E’ stato posto a giacere nel bellissimo cimitero di Monza e gli fu eretta una bellissima tomba con una colonna ionica.
Alle esequie erano anche presenti la mia famiglia giunta dall’Inghilterra, che mio padre amava tantissimo.
Desidero qui ringraziare anche Luca Pirovano, dell’omonima agenzia funeraria di Monza, che con la sua dolcezza e pazienza ha permesso che tutto andò bene sia in quel momento, che negli anni successivi, quando trapassaronola mia cara sorella Anna Maria e la mia adorabile madre Alma. 
Il trapasso di mio padre è stato un colpo molto forte da assorbire e ancora oggi, dopo quasi otto anni, papà mi manca moltissimo. Lui mi chiamava il suo editore, ma in effetti il mio era solo uno stimolo a scrivere, dato che i suoi primi libri avevano riscosso un notevole successo.
Papà ha scritto 15 libri, di cui l’ultimo, “Le grandi tappe dell’evoluzione del pensiero e dello spirito”, un’opera di oltre mille pagine sulla storia della filosofia da Aristotele ad oggi, è assieme agli altri, scaricabile dal sito internet che è stato scritto dopo il suo trapasso. I libri sono in formato PDF e tutti scaricabili gratuitamente. Ve ne sono tre: un’antologia su Giordano Bruno, un’opera sulla storia della Fede Baha’i con richiami e testi scritti da terzi, e un libro dal titolo “Racconti fra terra e cielo”; non sono stati pubblicati per un suo espresso desiderio, vale a dire che l’ultima sua opera, quella filosofica, rimanesse il sigillo della sua vita come scrittore. Il sito di Papà http://www.augustorobiati.it è molto visitato. E’ in tre lingue: italiano, inglese e spagnolo.
Naturalmente, i suoi libri sono tutti in italiano, ad eccezione di uno, “L’amo e il pesce”, che è anche in lingua inglese e prossimamente ci sarà anche “Il Ponte”, la sua biografia, che è in traduzione.
L’anno dopo fu tenuto un recital per ricordare la sua figura in collaborazione con il Cenacolo dei poeti di Monza e Brianza di cui papà era il membro più anziano. Furono tenute due serate, la prima dal Cenacolo e la seconda dalla famiglia Robiati. Nella prima suonò al pianoforte un bellissimo pezzo da lui composto a nome di mio padre dal titolo C’è solo luce del Maestro compositore Angelo Bellisario di Monza e la seconda con la presenza del maestro Alfredo Speranza grande amico di Augusto che suonò al piano un bellissimo pezzo dal titolo Ode all’amico. Sono stati espressi ricordi di Augusto da parte di molti suoi amici che hanno toccato il cuore di noi tutti, intervallati da altri pezzi musicali di grandi Maestri e compositori.
E’ stata molto apprezzata la presenza del Prof. Bertazzini ex sindaco di Monza e grande amico di Augusto che ha parlato di lui in modo molto commovente, ricordando le loro chiaccherate e passeggiate e ricordando la sua grande statura morale e spirituale come baha’i.
Era anche stata allestita una piccola mostra con i libri scritti da Augusto.

Immagine5
Esposizione dei suoli libri durante la celebrazione del suo trapasso. 
I suoi libri sono tutti depositati presso la biblioteca di Monza
e possono essere scaricati gratuitamente dal suo sito web

 

Immagine6
Il Maestro Angelo Bellisario
  Immagine7
Giuseppe Robiati in 
rappresentanza della famiglia
Immagine8
Con Maria Organtini, Prof. Bertazzini, mia madre Alma, 
Maestro Bellisario, Giuseppe Robiati

 

L’anno poi che ho passato in Israele è servito a sanare il forte dolore del suo trapasso, anche se avevo la certezza che la sua anima pura veleggiava in quelle straordinarie praterie degli infiniti mondi di Dio nei quali sarebbe passata.

« Prec
Succ »