Una Vita dedicata al lavoro parte 2 capitolo 2 - La diga del Lunkwakwa (Parte 2)

« Prec
Succ »

Arrivarono di corsa due progettisti dall'Inghilterra che riprogettarono tutto lo sfioratore prevedendolo in cls armato. 
Fu un guaio. Non avevamo fatta la deviazione ed i lavori si sarebbero protratti in piena stagione piovosa con la portata del fiume che sarebbe salita. Inoltre, non eravamo attrezzati per realizzare gli 8000 mc di calcestruzzo. Non avevamo impianti di betonaggio e sistemi di trasporto e getto per il calcestruzzo stesso.
Non ci perdemmo d'animo e mentre terminavamo gli scavi e realizzavamo la diga in terra, ci preparammo per le opere in cls. 
Facemmo venire di corsa dall'Italia alcuni carpentieri e ferraioli.

Immagine12   Immagine13

Impianto per calcestruzzi artigianale
messo su in quattro e quattrotto

Il cantiere era nelle mani mie e di Bruno Bruni, un assistente per cls. che veniva dalla Great East Road, ma che aveva già fatto la grossa diga dell'Acaray in Paraguay da cui proveniva anche l'Ing. Caudano. Noleggiammo i casseri, ordinammo il ferro che ci necessitava e mettemmo in piedi un rudimentale impianto per realizzare il calcestruzzo, ponendo in linea tre betoniere tradizionali, trasportando il cls. con autocarri. I getti venivano fatti mediante autogrù locatelli Grillo 5 e benne e anche con nastri trasportatori. I ponteggi per realizzare la calotta della galleria di scarico furono noleggiati a Lusaka.

Immagine14   Immagine15

Tubo per deviare le poche acque in periodo 
di magra con relativi Cut Off walls

L'unico problema vero era quello di realizzare l'opera senza la deviazione. Ideammo allora un sistema banale. Realizzammo la parte bassa dei muri dello sfioratore. Poi vi lasciammo un'apertura larga 3 metri alta 6. Davanti vi realizzammo un cofferdam in terra che si poteva demolire e rifare a piacimento. Intanto, l'acqua di magra scorreva nella tubazione da mezzo metro. Quando le portate aumentavano, sfruttavamo la capacità del bacino che si riempiva fino a raggiungere la quota massima del cofferdam. A quel punto, con un Bulldozer demolivamo il cofferdam facendo scaricare tutta l'acqua e, appena scaricatala, richiudevamo con un altro cofferdam in terra e proseguivamo con i lavori dall'interno. Apri, chiudi, apri, chiudi e via di seguito. In tal modo, potemmo completare le opere in modo soddisfacente. Quando l'acqua era bassa, realizzammo anche la torre di presa con le relative pompe e ponticello di avvicinamento.

Immagine16
Scavi sfioratore terminati.

 

Immagine17
Iniziata diga in terra 
Si vede l'unico gnocco di roccia trovata negli scavi

 

Immagine18   Immagine19
Perforazione e posa ancoraggi di fondo 
e collaudo degli stessi con Triches

 

Immagine20   Immagine21
Perforazione e posa ancoraggi di fondo 
e collaudo degli stessi con Triches

 

Immagine22   Immagine23
Posa Getti dei solettoni di base con nastri

 

« Prec
Succ »