Una Vita dedicata al lavoro parte 2 capitolo 1 - Ritorno in Italia dall'Eritrea - 1961

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Dopo il ritorno dall’Eritrea ebbi il privilegio di divenire, assieme a papà, un membro della Comunità Baha’i Italiana. A Milano i primi baha’i vi giunsero alla fine degli anni ‘50. Vi erano molti persiani che avevano lasciato l’Iran e che avevano aperto delle attività economiche a Milano. Altri erano studenti che frequentavano le università italiane. Ricordo con grande affetto Mansur, il quale studiava ingegneria per poi tornare in Iran dove fu ucciso.

Ricordo con grande tenerezza i fratelli Manucher ed Iraj Majzub, che si laurearono in architettura a Torino e lavorarono poi con l’Architetto Gio Ponti, il progettista del grattacielo Pirelli a Milano. Ricordo la bellissima Faeseh che sposò Manucher. Vi erano la famiglia Anayati, la famiglia Saadati, la coppia degli anziani Kathirai, la famiglia Kasemzadeh. Vi era anche qualche baha’i italiano: Giuseppe Polizzi, la Signora Valtellina, e Marcello.
Vi erano piccole comunità a Torino, a Roma, a Firenze ed in altre località italiane. Erano appena stati piantati i semi della nuova Rivelazione. A Milano fu fondata la prima Istituzione eletta della città: l'Assemblea Spirituale Locale che gestiva gli affari della Fede in quella città. Ogni tanto veniva da Roma il Dr. Ugo Giackery, un nobile siciliano che aveva abbracciato la Fede anni prima. Veniva per tenere riunioni con i nostri simpatizzanti. Si faceva otto ore di treno per venire ed altrettante per tornare a Roma, a volte per parlare con una sola persona. La letteratura disponibile in italiano era molto esigua. L’aveva tradotta fino a quel momento l’esimio prof. Alessandro Bausani, Accademico dei Lincei, docente alla Sapienza di Roma e all’Orientale di Napoli, il quale parlava trentasei lingue e aveva conosciuto la Fede attraverso i suoi studi della letteratura persiana; era un grande esperto dell’Islam, avendo tradotto il Corano in lingua italiana.

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Il Prof. Alessandro Bausani tiene una conferenza 
all’Accademia Tiberina

A Torino aveva abbracciato la Fede la Signora Boerio, la quale dedicò poi tutta la sua vita alla nuova Fede, aprendo la sua casa per riunioni, fire sides e conferenze.
Naturalmente, cominciammo a parlare della Fede ad amici e conoscenti. Erano tempi duri quando, ad esempio, esisteva ancora l’Indice con l’elenco di quei libri che non potevano essere acquistati in Italia. Così, per poter leggere il Tropico del Cancro e del Capricorno di Henry Miller dovetti recarmi in Svizzera per acquistarlo. Non era possibile tenere riunioni, se non con l’autorizzazione della polizia.
Lentamente la comunità cominciò a rinforzarsi. Papà divenne membro eletto dell’Assemblea Spirituale di Milano. Cominciammo a tenere riunioni a casa nostra facendo gli inviti, battendo a macchina, uno alla volta, con una macchina da scrivere portatile Olivetti lettere 22, dei cartoncini.
Che coraggio e stamina cercare di far conoscere nella sede della Cristianità un oscuro movimento nato in Persia, che noi consideravamo l’ultima Rivelazione in ordine di tempo, e che riconosceva divinamente rivelate tutte le Fedi del passato. Gli insegnamenti della nuova Fede erano talmente rivoluzionari da essere considerati pura Utopia. Lentamente però entrarono nella comunità numerosi cittadini italiani ed essa cominciò a rinforzarsi e iniziò a fare i primi passi per il riconoscimento da parte delle autorità nazionali. Nel 1963 fu fondata per elezione la massima Istituzione Nazionale: l’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i d’Italia, con sede a Roma. Fu fondata anche la Casa Editrice Baha’i. Qualche anno dopo, vi fu il riconoscimento delle Autorità Italiane con Decreto Legislativo Nazionale firmato dall’allora Presidente Saragat.
A Milano la comunità affittò un appartamento che divenne il Centro Baha’i di Milano, sempre vicino a Corso Vercelli, dove venivano tenute le riunioni della comunità e per le attività esterne, allo scopo di far conoscere al pubblico la nuova Fede.
Ogni anno venivano organizzate delle scuole estive nella zona di Rimini. Inizialmente la partecipazione era abbastanza limitata, ma poi esse aumentarono sistematicamente fino ad oggi con l’iscrizione di un migliaio di credenti. I temi trattati erano interessanti: la storia della Fede, i suoi principi, la crescita della Fede nel mondo, l’interazione con il resto del mondo, i progetti socio-economici nel mondo, il contributo baha’i nelle agenzie internazionali delle Nazioni Unite, la persecuzione contro i correligionari in Iran ed altri paesi arabi. Gli oratori erano italiani e stranieri. Erano delle settimane molto ispiratrici.

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Scuola estiva tenuta sulla riviera romagnola

 

I passi fatti dall’epoca sono straordinari. I baha’i sono ora presenti in oltre 500 località e sono impegnati in progetti socio-economici, hanno un importante Centro Studi in Acuto e si dà il proprio contributo nella crescita spirituale e sociale di questo paese e nel campo educativo. La letteratura Baha’i ha ora un cospicuo catalogo in lingua italiana e dispone di un sito Internet. La Massima Istituzione è ufficialmente riconosciuta dal Governo Italiano con Decreto Ministeriale Firmato dal presidente Saragat, così come la celebrazione dei suoi matrimoni.

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