Paesi dove ho lavorato - Stati Uniti D'America

Viaggi negli Stati Uniti per lavoro

Io ho fatto 2 viaggi negli Stati Uniti per lavoro.
Non vi ho lavorato direttamente come è avvenuto in molti altri paesi ma l’esperienza di viaggio e’ stata talmente intensa e variegata da assimilarla ad un intenso lavoro.


Visite al Mit, Ospedali, Nasa e Museo dello Spazio

In quegli anni il gruppo Italstat dell’Iri, di cui facevamo parte, organizzarono un viaggio negli Stati Uniti della durata di 4 settimane. Lo scopo era quello di andare a vedere vari progetti in corso negli USA nel campo ospedaliero e civile: ponti, ferrovie, recupero di centri storici, recupero di vecchie strutture abbandonate, recupero di vecchie aree portuali, riabilitazione di aree abbandonate per essere rilanciate, viabilità aerea all’interno dei centri residenziali, sistemi d’ingegneria di nuova concezione, tecnologie dei materiali per opere in aree sismiche ecc., per attingere idee da utilizzare in Italia.
Nel gruppo di viaggio vi erano numerosi ingegneri, architetti, tecnici e direttori di numerose aziende dell’Italstat. Ricordo bene l’Ing. Di Bartolomeo, Amministratore delegato del gruppo REP, e l’Architetto Polidori del vertice d’Italstat. Eravamo in totale un gruppo di circa 20 tecnici.
Particolarmente interessante fu la visita al MIT (Massachussets Institute of Tecnology) dove ci fecero conoscere nuove tecniche ingegneristiche interattive per l’insegnamento del calcolo strutturale agli studenti d’Ingegneria. Ci mostrarono un procedimento automatico di calcolo messo a punto appositamente per l’analisi dei dati riguardanti opere d’ingegneria esistenti che permetteva di definire in modo quasi automatico, date le condizioni delle opere d’arte in acciaio esistenti, gli interventi strutturali necessari per adeguarli alle nuove condizioni.
Andammo a visitare un laboratorio dove in un capannone alto 50 metri stavano collaudando in scala 1/1, cioè in scala al vero, una pila di un ponte per conto dello stato della California sotto carico sismico. Fu impressionante data la dimensione del collaudo ed esperimento. In un altro caso, andammo a considerare delle murature realizzate in blocchetti di cemento assoggettate a forze sismiche. I muri erano stati rinforzati in modo diverso: uno senza alcun rinforzo, solo blocchi e malta, un altro con dei corsi orizzontali di ferro e cls., altri ancora con corsi orizzontali e verticali di ferro e cls. ed infine altri con distanze diverse fra questi rinforzi. Fu interessante notare che le uniche strutture che non collassarono durante queste prove in scala naturale furono quelle che erano state debitamente rinforzate con armature di corsi orizzontali e verticali di ferro e cls con un passo assai stretto. Mi vennero in mente tutte le case che vidi in Irpinia, che erano state colpite dal terremoto e che erano crollate miseramente. Davanti ai miei occhi avevo una vera e propria prova del perché erano collassate. Non avevano nessun rinforzo.
Andammo poi a vedere la produzione di New Jersey normali e per resistere al traffico pesante da autocarri. I New Jersey erano estrusi con delle macchine che avanzavano lasciando dietro di sé i new jersey finiti. Questa tecnologia è diversa da quella poi utilizzata in Italia di New Jersey in calcestruzzo prefabbricati.
Visitammo la costruzione di un Day-Hospital e di tutte le procedure per poter essere curati attraverso un sistema assicurativo. Naturalmente, le tecnologie usate anche in quella circostanza erano notevoli.
Approfittammo del viaggio per andare a visitare Washington, la Casa Bianca da fuori. Notammo il recupero del vialone di approccio alla Casa Bianca che fino a qualche anno prima era un viale a luci rosse. Le aree furono acquistate dallo Stato, rifatte tutte le urbanizzazioni e rivendute a imprese con l’impegno di realizzare opere civili di un certo livello e secondo linee guida molto precise. In tal modo, si invogliavano le imprese a investire. Indagammo a Boston sul recupero di aree portuali abbandonate al degrado per decenni, dove erano stati invece insediati ambienti turistici, bar, ristoranti e aree di svago. Ci recammo inoltre in una vecchia fabbrica abbandonata alta 50 metri, credo fosse un acciaieria, dove venne realizzato un modernissimo ufficio postale.

A Baltimora feci una strepitosa scoperta. Visitammo un museo. Ad un certo punto, i miei occhi caddero su un telegrafo. Mi inchinai per leggere il contenuto del cartoncino. Per poco non svenni. Si trattava del telegrafo con cui Samuel Morse inviò via etere il primo messaggio che diceva se ben ricordo: “What hath God Wrought? “Guardate quello che Dio ha portato.” La data era il 23, 24 Maggio 1844. La frase fu scelta da Annie Ellsworth, la giovane figlia di un suo amico che scelse un verso dalla Bibbia: Numeri XXIII, 23. Il messaggio fu trascritto su un foglio di carta e poi trasformato in linee e punti e trasmesso nell’etere da Capitol Hill e ricevuto a Baltimora dal Sg. Vail. Per questo forse il telegrafo si trovava in quel museo a Baltimora.

La cosa stupefacente è che in quei giorni, nella lontana e oscura Persia, un giovane che poi prese il nome di ‘Bab’ (La porta), che fu in seguito martirizzato assieme a 20.000 dei suoi seguaci, annunciava al suo primo discepolo (Mullah Husayn, un ricercatore) che Egli era colui che il mondo attendeva e che avrebbe dato corso a una nuova rivelazione che poi si avverò con la dichiarazione di Baha’u’llah, il fondatore della Fede Baha’i, personificazione delle profezie di tutte le precedenti Rivelazioni: il Signore degli Eserciti, il ritorno del Cristo, il Quinto Buddha; il Buddha Maitreya per i Buddisti, Lo Shah Baram per gli zoorastriani, Il Mehdi o Qaim per i mussulmani.
Sfortunatamente, non sono riuscito a trovare la foto che feci a quell’oggetto e cartoncino e vi mostro quella che ho potuto scaricare da Internet.

Fu un viaggio interessantissimo di cui serbo un bellissimo ricordo per le esperienze vissute.

 


 

Lavori in sotterraneo

Negli anni ‘90 era emersa evidente la necessità di studiare e proporre alle amministrazioni nazionali, regionali, provinciali e locali, progetti inerenti lo sfruttamento del sottosuolo.
40 imprese nazionali si consorziarono e lanciarono un progetto di ricerca in tutto il mondo per studiare come veniva sfruttato il sottosuolo in altri paesi.
Furono costituiti una decina di gruppi di lavoro per visitare gli USA, la Svezia, Norvegia e Danimarca, Germania, Francia, Giappone, Canada ed altri.
Io entrai nel gruppo che avrebbe preso in esame vari progetti degli Stati Uniti. Eravamo in quattro in rappresentanza di altrettante imprese nazionali: ICLA, Impregilo, Cariboni, Sele.
Il nostro viaggio durò un mese e fu coordinato dalla direttrice di una rivista specializzata americana relativa agli scavi in galleria.
Il nostro programma toccò i seguenti territori e progetti:
Chicago . 109 miglia di gallerie scavate nel sottosuolo per la raccolta ed il trattamento delle acque piovane, prima di essere immesse nel lago Michigan.
Kansas City Kansas . Uso del sottosuolo al fine di ricavare roccia per inerti, e sfruttamento dei siti ricavati per la costruzione di grandi parcheggi sotterranei, librerie, uffici governativi.
Dallas . Costruzione di una galleria lunga circa 50 miglia e relativi pozzi per la realizzazione di un acceleratore di particelle – Supercollider.
Carslbad nel nuovo Messico. Costruzione da parte della Westinghouse di un impianto pilota per l’immagazzinamento nel sottosuolo (qui vi era un banco di sale profondo diverse migliaia di metri che si estendeva per un migliaio di chilometri, stabile per 50.000 anni), ad una profondità di circa un chilometro, di rifiuti a basso livello di radioattività debitamente inseriti in fusti blindati e sigillati provenienti da tutti gli Stati Uniti con mezzi speciali monitorati da satellite mediante GPS.
Boston . Gallerie per la raccolta di liquami della città; trasferimento su un’isola nel Golfo di Boston, sempre attraverso una galleria, con un impianto gigantesco di trattamento dei liquami e loro inertizzazione per essere riusati come concime in agricoltura; acque finali di trattamento smaltite nell’oceano sempre attraverso una galleria subalvea di 6 chilometri e la diffusione e mescolamento con l’acqua marina per osmosi attraverso delle canne verticali e relativi diffusori.
Boston . Trasformazione di un’arteria sopraelevata in acciaio, che attraversava la città, dove transitavano 250.000 veicoli al giorno, in un’arteria sotterranea con numerose gallerie. Al suo posto sarebbero stati realizzati parchi e giardini.

Il viaggio durò un mese. Al ritorno preparammo la relazione che rimase però fine a se stessa, perché proprio in quel periodo era scoppiata Tangentopoli con l’arresto dei proprietari e direttori delle grandi imprese di costruzione ed il consorzio fu sciolto.
Vi allego un Power point con immagini e descrizioni dei progetti visitati.
Vi allego altresì un Power point di un lavoro eseguito da amici nel Gran Canyon dal titolo “Grand Canyon Sky Walk”. E’ una struttura a sbalzo in ferro e vetro come posto di osservazione turistica.


 

Viaggio Stati Uniti nel 1992 - progetti in sotterraneo
Grand Canyon Skywalk
Viaggio negli stati Uniti anni 80