Paesi dove ho lavorato - Namibia - In Namibia - La strada Stampriet -Aranos

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Mentre mi trovavo presso la sede di Milano, mi fu chiesto di eseguire la ‘Site visit’ per una gara che era stata lanciata in Africa del Sud Ovest, oggi Namibia, per la costruzione della strada Stampriet Aranos. Volai da Francoforte a Windhoek o Ventouk, come la chiamavano i tedeschi. La logistica in città era ottima in quanto vi era l’ufficio della società che aveva iniziato i lavori per la costruenda centrale idroelettrica in caverna al confine con l’Angola, sul fiume Cunene a Ruacana. Rincontrai  amici con i quali avevo lavorato precedentemente, fra cui il Rag. Desideri e famiglia.
La strada di cui occorreva fare offerta si trovava al sud, attraversava trasversalmente il paese da est ad ovest in una zona desertica piena di dune. L’Africa del Sud Ovest era stata colonizzata dai tedeschi nel 1800. La capitale infatti sembrava una città tedesca con i tetti spioventi. Le donne locali portavano gonne lunghe come se fossero in Sassonia. Il viaggio di andata lo facemmo con un volo noleggiato e il ritorno in macchina passando dalla cittadina costiera di Mariental. Lungo il percorso incrociammo anche un treno a vapore che andava verso nord. Vi era una ferrovia che correva a 100 metri dalla spiaggia che veniva bagnata dalle acque fredde dell’Oceano Atlantico. Era impressionante la mattina vedere apparire dalle nebbie, lungo il mare, un treno a vapore.
Raggiungemmo Stampriet dove incontrammo i progettisti e i membri delle altre imprese venute a far la visita. Molti arrivarono con aerei privati che erano atterrati sulla pista in terra battuta della cittadina. L’area era prettamente desertica, con queste dune che occorreva livellare, in modo da ottenere una strada, con una livelletta decente. Il progetto per l’appunto prevedeva di ricollegare queste due cittadine con una comoda strada asfaltata. Visto tutto il tracciato, esaminate le aree delle possibili cave e terminata la visita, poiché era molto tardi, pensai che fosse meglio rimanere a dormire a Stampriet.
Il territorio, come potete immaginare, era molto arido, con cespugli e qualche pianta qua e là. Ogni tanto si vedevano dei pozzi d’acqua con i mulini a vento. Le farm in questa parte del mondo non vanno a ettari, ma a decine di chilometri quadrati, dove vengono cresciuti i Karacul, un tipo di pecora molto pregiata con i cui piccoli, appena nati, vi fanno pelli per pellicce pregiate.
Trovammo un alberghetto, nel centro della cittadina, gestito da una tedesca. La sera andai a cena nella piccola saletta e dal menù scelsi una bella bistecca con patate fritte. Non avevo idea che mi avrebbe portato un vassoio di legno gigante contenente una bistecca che pesava almeno un chilo.
Era comunque saporitissima. Dopo un bel sonno, rientrammo a Windhoek, e poi proseguimmo per Ruacana, per andare a visitare gli amici che già vi stavano lavorando. Il viaggio fu lungo perché percorremmo 850 chilometri su strade quasi completamente in terra battuta, senza incontrare praticamente nessuno. Al ritorno proseguii per rientrare in Italia.
La gara fu vinta da una impresa del luogo che già operava in zona che evidentemente conosceva i luoghi ed i relativi costi meglio di noi.
Della Namibia vi parlo estensivamente nel capitolo dei paesi visitati perché è per me il più bel paese del mondo dove oggi vive mio nipote Nabil.

 

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