Paesi dove ho lavorato - Italia - Lavori in Italia con Impresa Torno

« Prec
Succ »

Dopo aver presentato numerose domande a varie imprese di costruzioni, senza ricevere alcuna risposta, decisi di emigrare in Canada. In quel frangente, ricevetti la richiesta dell’Impresa Giuseppe Torno di Milano che cercava un geometra, che fosse fluente nella lingua inglese, da mandare a Trieste dove era in corso la costruzione del Parco Serbatoi e della Stazione di Pompaggio per l’oleodotto Trieste – Ingholstad, la cui direzione dei lavori era stata affidata alla Bechtel International Corporation di San Francisco.
Mi presentai nella sede dell’Impresa di Costruzioni Generale Ing. Giuseppe Torno a Milano in Via Albricci 7. Feci il colloquio con l’Ing. Brescancin, dirigente responsabile di questo lavoro, che diede il suo benestare mandandomi, però, prima a verificare la conoscenza della lingua inglese mediante un colloquio con il Geom. Olivari, un dipendente dell’azienda, esperto in questa lingua. Il colloquio andò bene ed egli diede il suo benestare.
Mentre compilava la scheda con il mio nome, con grande sorpresa mi chiese se venivo da Asmara e ad un mio cenno di assenso, mi disse che aveva lavorato con mio padre al Municipio di Asmara.
Fui quindi assunto dall’Impresa Giuseppe Torno e dopo aver fatto i bagagli, ivi comprese le lenzuola e federe dei cuscini, partii in treno, per Trieste, con mia madre, la quale mi accompagnò alla stazione centrale di Milano in lacrime quando il treno iniziò il viaggio.
Il cantiere si trovava a San Dorligo della Valle, dopo Trieste. Era stata costruita a mare, credo dall’Impresa Farsura, una banchina per l’attracco delle petroliere. A terra occorreva costruire il Parco Serbatoi e la Stazione di Pompaggio.
La costruzione di tutti i lavori civili era stata acquisita dall’Impresa Giuseppe Torno, comprese le fondazioni dei giganteschi serbatoi, gli argini attorno agli stessi per contenere il greggio in caso di incidente. (Se ben ricordo, una decina di anni dopo, vi è stato un attentato terroristico dei fedayn e, grazie agli argini che contennero il greggio, il danno fu limitato.) Era il mio primo lavoro esterno a Milano, in un cantiere con una grossa impresa che e’ poi stata la mia scuola.
A San Dorligo, a parte le traduzioni con la Bechtel dall’inglese, cominciai a fare piccole come controllare i subappaltatori e fare la loro contabilità, verificare la correttezza delle forniture al loro arrivo e vedere come venivano eseguiti i lavori sotto la guida di un anziano bravo capo cantiere.
Ogni tanto mi dedicavo ai tracciati sotto la guida di un geometra capo tracciatore.
Gli argini venivano realizzati con Dragline, scavatori cingolati con una benna che veniva lanciata e recuperata con materiale di scavo con cui venivano realizzati gli argini attorno ai serbatoio che avrebbero contenuto il greggio. Gli argini servono in caso di rottura dei serbatoio o perdite di far rimane confinato il greggio fuoriuscito. Lungo gli argini venivano anche scavati dei canali. Ricordo che l’argilla era appicicosa e si attaccava a tutto. Occorreva realizzare le piazzole di appoggio dei serbatoi con debito trattamento della fondazione stessa e relativa compattazione oltre alla preparazione di un letto di sabbia compattata e perfettamente in quota. La compattazione della sabbia e veniva eseguita con delle rane e staggie vibranti che camminava su delle guide preposate.
Sopra questi piani venivano montati i serbatoi da parte di una azienda americana. Poi vennero costruite tutta una serie di tubazioni interrate con tubi di cemento per drenare le acque all’esterno dei serbatoi che scaricavano nei canali naturali e poi in mare.
Fu una bella esperienza di lavoro. La vita in cantiere era dura, dormivamo in camere in più di uno ma fu un’ottima scuola. L’Ing. Brescancin veniva ogni tanto in cantiere a vedere come andavano i lavori e se avevamo fatto bene rispettando i programmi e la qualità dei lavori ci invitava fuori a pranzo. In quel periodo l’Ing. Brescancin era anche direttore per la costruzione della diga di Punt Dal Gall in Svizzera di cui ci raccontava un mucchio di cose e le sue vicissitudini facendoci sognare. Ricordo che una volta ci portò in ottima trattoria a Portogruaro. Qui conobbi anche il geometra Sist che poi divenne mio capo cantiere in Zambia.

 

« Prec
Succ »