Paesi Visitati - Costa Rica

Perché in Costa Rica

I primi contatti conoscitivi con il Costa Rica nascono quando partecipai al convegno degli studi Baha’i in Canada, una relazione aveva a che fare con i sistemi agricoli della Tribù dei BriBri che si trovano nella zona del Talamanca a sud ovest di Costa Rica.
Mi aveva affascinato il loro estremo rispetto della natura e la profonda conoscenza delle piante, dalle quali estraevano quanto necessario per curarsi. Mi aveva colpito la loro dichiarazione sulla natura. Ve la ripropongo qui sotto. Poi mi aveva ulteriormente meravigliato il fatto che una parte di loro aveva abbracciato la Fede Baha’i, ma proprio perché il pensiero baha’i sull’ambiente coincideva con la loro tradizione e profezie.

La visione del popolo Bri Bri per l’anno 155.

Il popolo BriBri ha la sua origine a Talamanca perché Dio li ha fatti apparire qui generazione dopo generazione sino a questo giorno. I BriBri si distinguono per il loro idioma e per aver imparato a lavorare e tener ordinata la loro terra attraverso il loro lavoro. Hanno imparato a convivere con la natura e coordinare il loro lavoro con l’ambiente. I Bri Bri hanno anche imparato l’arte della guarigione usando le medicine botaniche.

Dio non ha mai lasciato soli i BriBri. Egli li ha guidati per ottenere quanto necessario. Dio ha insegnato loro mediante i Re Indigeni responsabili delle loro tribu. Essi hanno imparato ad aiutarsi, collaborare e seguire la guida del sistema da essi praticato. Essi proteggno la loro cultura e rispettano i loro clan.

Il popolo dei Bribri si è sempre dedicato all’agricoltura per la sua sopravvivenza. Le attuali generazioni fanno lo stesso.

In accordo con le storie di Sibu (Dio), le razze indigene furono create per prime. Sin dall’Inizio i BriBri hanno seguito l’etica e la morale divina. Dio ha dotato gli indigeni con la qualità della purezza di cuore che essi ancora oggi conservano.

Per quest’Era Dio ha mandato il Suo Messaggero, Baha’u’llah. Con le Sue leggi e guida, le genti indigene di oggi rifletteranno ancor di piu’ le loro qualità, vivranno in pace e saranno in grado di guidare altre genti.

Oggi, con la fede in Baha’u’llah, il popolo Bribri cercherà di essere un esempio migliore cosicché attraverso gli insegnamenti spirituali, tutte le comunità indigene divengano Baha’i.

Nell’anno 155 dell’Era Baha’i, attraverso il grande sforzo e il potere della consultazione, il popolo BriBri si è trasformato. Tutti i bambini e giovani parlano BriBri. I principi per la nuova civiltà hanno dato alla cultura il suo valore e le donne apartecipano in tutti i campi della vita umana.Vengono rispettate ed obbedite le leggi del matrimonio e del Huqùqu’llàh. Molte delle esistenti Assemblee Spirituali Locali e Gruppi organizzati, sono strumenti per il progesso delle genti. È stata costruita la Casa regionale di Adorazione. Esiste un processo di una debita educazione per tutti (fisica, intellettuale e spirituale) con l’obbiettivo di ottenere il benessere di tutto il popolo. È stato costruito Il Centro Regionale Educativo “Bowo” con i suoi insegnanti. Vengono sostenuti, l’insegnamento in tutto il paese e i progetti internazionali. Tutto il popolo BriBri conosce il messaggio di Baha’u’llah.

(Ricavato dal documento dell’Università NUR in Bolivia del 1966 all’interno della presentazione “Alternative systems of Agriculture production with the BriBri of Talamanca, Costa Rica” preparato per il convegno degli studi Baha’i di Edmonton in Canada)

Un secondo richiamo venne qualche anno dopo, quando mia nipote Noemi fece un periodo di insegnamento nella comunità baha’i in un villaggio di indios. Lei andò in un villaggio di Indios Guaymi che si trova al confine con Panama a Sud Est e le storie che lei mi ha raccontato hanno stimolato sempre di più il desiderio di fare una visita in questo paese del Centro America.

Il clima nell’area dei lavori era molto fresco, ma le pioggie imponenti.

Il paese è molto bello, la Svizzera del Centro America. Vi sono numerosissimi parchi nazionali con una selezione grandissima di piante e di animali e di uccellagione. Vi scorrono numerosi fiumi. Ho potuto visitare la costa verso nord sul Pacifico fino a Pegna Blanca, al confine con il Nicaragua e ammirare le bellezze di Tamarindo, Playa Flamingo e la bellissima penisola del Papagayo. Le zone vulcaniche dispongono di belle strutture turistiche dove si possono anche fare dei favolosi bagni nelle acque calde o solforose che escono dal sottosuolo. Attraversando il fiume Tarcola, si possono adocchiare favolosi giganteschi coccodrilli che prendono il sole sulle spiagge del fiume. Ho potuto anche visitare il Parco Nazionale Carrara che è in piccolo un campione della foresta tropicale con gigantesche piante, una vegetazione fittissima , ricco di acqua e molto umido. Piove da maggio a novembre molto intensamente.

La Capitale San Jose è molto bella con un tradizionale centro storico e numerose moderne infrastrutture. Il livello economico della popolazione è abbastanza alto e lo si vede sia nelle grandi città che nelle piccole località. L’educazione è un momento importante con un bassissimo livello di disoccupazione e un grandissimo numero di scuole che si possono vedere girando per il paese. Il Paese, pochi anni dopo la guerra mondiale, ha fatto una scelta coraggiosissima, quella di abolire l’esercito e le forze armate. Non occorre ricordare che esso rappresenta uno dei più grandi produttori di caffé. Girando il paese si può notare che tutte le montagne e colline sono disseminate da piante di caffé. Naturalmente, ho visto enormi piantagioni di Banane (Ciquita e Del Monte) ananas, mango, e numerosi altri tipi di frutta. Le moderne università, di cui il Costa Rica dispone, sono molto apprezzate anche da studenti che provengono dai paesi limitrofi.

Come ho già detto, la cosa interessante è che nel 1948 fu presa una decisione straordinaria, quella di abolire l’esercito. Infatti in questo pese non c’è l’esercito ma solo una forza di polizia ed i fondi dedicati all’educazione e all’ambiente.

Ho avuto occasione di fare alcuni viaggi nel paese. Il territorio è molto verde, con straordinari vulcani e parchi nazionali, fra qui quello del Tortughero. È bagnato dall’Oceano Atlantico e dal Pacifico, le cui spiagge hanno una sabbia nera.

Ho avuto anche l’onore di incontrare molti amici della comunità Baha’i di Costa Rica partecipando ad una scuola invernale a Santa Ana, vicino a San Jose. I Baha’i dispongono di un bel Centro Nazionale e di un Centro Studi in mezzo al verde, dedicato al Sig. Charles Walcott, compianto membro della Casa Universale di Giustizia, ex direttore della Walt Disney e grande compositore.

È cominciato così un nuovo ciclo in questo bellissimo paese ricco di incredibile natura.

Il Costa Rica é una delle repubbliche dell’America Centrale. Confina a sud con la Repubblica di Panama e a Nord con quella del Nicaragua. Geograficamente si trova fra 8 e 11 gradi a nord. È bagnata ad Oriente dall’Oceano Atlantico o Mar dei Caraibi ed a Occidente dall’Oceano Pacifico. Ha una catena montuosa che attraversa il paese da nord a sud, una cordigliera con diversi nomi: a nord Guanacaste e Tilaran, al Centro e Sud, Talamanca con una catena di vulcani di cui alcuni atttivi come l’Arenal. Il picco più alto é il monte Chirripo che raggiunge la quota di 3797 metri. Ha una superficie di circa 51,000 chilometri quadrati di cui buona parte trasformati in riserve naturali e per la precisione 27. È territorio sismico con l’ultimo terremoto del 1991 che ha raggiunto il grado 7.4 della scala Richter. La capitale é San Jose con una popolazione di circa 1 milione di abitanti. Le sue spiaggie sono sostanzialmente di sabbia nera di origine vulcanica con qualche insenatura di sabbia bianca. La stagione piovosa va da Aprile ad Ottobre con una piovosità notevole che nella zona orientale del Tortughero raggiunge circa 6 metri l’anno. La temperatura va dai 35 gradi al mare fino a 13 gradi in montagna. Il paese é noto per le sue grandissime riserve di piante e di fauna. Famosissime sono le testuggini che nell’area del Tortughero a Nord Est nelle cui spiagge, migliaia al giorno, depositano le loro decine di miglia a di uova e l’area del parco Nazionale Marino Ballena a Sud Ovest dove le balene vengono per riprodursi. Le coltivazioni principali sono le banane, l’ananas e il caffé di tipo arabico. La risorsa principale é il turismo. La lingua ufficiale del paese é lo spagnolo. La gestione amministrativa del paese é molto burocratica il che rallenta lo sviluppo in molti settori ed hanno generato contenzioso con molte aziende straniere. La valuta é il Colones e ce ne vogliono circa 550 per un dollaro USA.

La religione principale é quella cattolica con la presenza di numerose chiese protestanti. La Fede Baha’i come minoranza é ben inserita nel paese. Pochissimi i mussulmani.
Vi sono delle minoranze di tribu indios fra cui i BriBri e Guaymi che vivono a sud al confine con Panama che hanno una grande conoscenza delle piante medicinali ed un grande rispetto dell’ambiente. Nel capitolo ‘Perché in Costa Rica’ si trova la loro dichiarazione sull’ambiente.

Si possono trovare tracce di abitanti che risalgono al circa 10,000 anni fa ma con una popolazione sparsa qua e la. Non vi sono segni di grandi comunità o di civiltà con le loro imponenti strutture in pietra. Cristoforo Colombo arrivò vicino a Limon sul Mar dei Caraibi nel 1502 in occasione del suo terzo viaggio. Ritornò in Europa con numerosi oggetti in oro che attrasse molti avventurieri i quali però fallirono a causa delle condizioni climatiche, malattie, paludi e indiani molto ostili. In effetti gli Indios adornavano il viso con orecchini e collane d’oro. All’epoca non vi erano più di 20,000 indigeni che vivevano in tribù autonome. L’unico sito archeologico del Costa Rica si trova a Guayabo a circa 30 chilometri a Est di San. Jose che risale a circa 1000 anni a.C. dove probabilmente abitavano circa 10,000 persone. Nella regione sono stati trovati interessanti reperti archeologici e oggetti in oro che sono preservati ed esposti nel museo precolombiano della Capitale. I numerosi tentativi di colonizzarla fallirono fino al 1562 quando Juan Vaquez de Coronado fu mandato come governatore e Cartago divenne la capitale l’anno dopo. Non essendoci molti indios, i coloni furono costretti a lavorare la terra loro stessi. Queste piccole comunità crebbero lentamente ma rimasero sempre molto povere fino al 18mo secolo quando con le piantagioni di grano e tabacco le condizioni economiche migliorarono notevolmente. Il Centro America ed il Costa Rica divennero indipendenti dalla Spagna nel 1821. Vi fu una breve guerra civile dopo la quale il paese entrò a far parte della confederazione degli Stati del Centro America.

Il primo capo di Stato fu Juan Mora Fernandez nel 1924 che si dedicò alla crescita dell’educazione ed allo sviluppo delle attività attorno al caffé. Si formarono dei baroni che fecero cadere il Capo dello Stato che fu sostituito da Jos Maria Mora che combatté e sconfisse William Walker che voleva schiavizzare ed annettere il paese agli Stati Uniti. Dopo una decade di guai politici il comando fu preso dal generale Toms Guardia nel 1870. Sebbene fu un dittatore per 12 anni, introdusse politiche progressiste, educazione obbligatoria, ridusse il servizio militare e con le tasse sul caffé realizzò

numerose opere pubbliche. Fece realizzare il tratto di ferrovia da San. Jose all’Oceano Atlantico utilizzando schiavi giamaicani, cinesi e carcerati americani. Dopo di lui, vi fu un periodo di transizione fino alla totale democrazia. Un passo importantissimo nella storia del Costa Rica fu l’elezione del Dr. Rafael Angel Calderon Guardia nel 1940. Le sue politiche illuminate hanno incluso la riforma agraria, paghe minime garantite ed un sistema fiscale progressivo. Dopo che il suo partito perse le elezioni nel 48 vi fu una guerra civile e le forze rivoluzionarie guidate da Jose Maria Figueres Ferrer sostenute dal Guatemala e Cuba vinse la guerra in 40 giorni con 2000 morti. Egli consolidò le riforme fatte da Calderon e ne introdusse di sue fra cui la messa al bando del Partito Comunista, diede il diritto di voto alle donne e piena cittadinanza ai negri, abolì le forze armate, nazionalizzò le Società Assicurative e le Banche e impose un termine per la durata della Presidenza. Egli morì nel 1990 come eroe nazionale avendo creato le condizioni per un progresso sociale ed economico ed una democrazia pacifica e stabile in una delle regioni più instabili e spesso in guerra. Gli succedette il figlio, ma quando scoppiò la guerra civile nel vicino Nicaragua fu trascinato nel conflitto sulla zona di confine al nord contro i Sandinisti e poi i Contra. Nel 1986 un giovane avvocato di nome Oscar Arias Sanchez fu eletto Presidente. I suoi sforzi per portare pace nella regione gli guadagnarono numerosi riconoscimenti fra cui nel 1987 il premio Nobel per la Pace. Ancora oggi vive in una abitazione modesta con poche guardie e poca scorta armata.

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